L'ordigno esploso in via Birmania e la successiva rivendicazione degli anarchici del Fai ha fatto scattare un nuovo allarme sulla Capitale. La Questura appena 24 ore prima aveva presentato il piano per la sicurezza relativamente al periodo delle feste natalizie. Ma alla luce di quanto avvenuto a San Giovanni le misure sono state ulteriormente aggiornate. Nel senso di intensificare i controlli sul terriotrio, attraverso l'impiego di un maggior numero di agenti. Sono stati quindi rafforzati i presidi a controllo delle aree sensibili, anche per corrispondere alle immutate esigenze dell'antiterrorismo. Particolare attenzione viene rivolta agli eventi religiosi iniziati ieri con il tradizionale omaggio alla Madonna con l'intervento del Santo Padre in piazza Mignanelli per la festa dell'Immacolata. Solo nella giornata di ieri sono state controllate circa 100.000 persone.

Tolleranza zero

Il diktat è tolleranza zero in via del Corso, via dei Condotti e nel reticolo di vie tra Piazza di Spagna e Campo Marzio. Così come nei centri commerciali, da Porta di Roma a La Romanina, da Tor Vergata a Cinecittà fino Roma Est, Valmontone e Castel Romano.

Tra le aree più monitorate, Ostia e San Basilio nelle quali le bande si contendono i traffici dello spazzio, delle estorsioni e il racket delle case popolari. Al setaccio anche i palazzi occupati abusivamente.

In buona sostanza quest'anno sorvegliate speciali non saranno solo le vie dello shopping, i musei e i luoghi di culto religioso, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie e i centri commerciali, dove la vigilanza sarà comunque massima, ma anche le periferie, mai come in questo periodo al centro di episodi criminali.

«Tenuto conto dello stato di crisi conomica e disagio sociale che sta attraversando il Paese –si legge tra le disposizioni a firma del questore Guido Marino– si rende necessario rafforzare i dispositivi di controllo del territorio, soprattutto nelle aree periferiche della città, al fine di intercettare situazioni di degrado che potrebbero originare illegalità». 

L'allarme di Gabrielli

Ancor più nette le frasi pronunciate dal capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, intervenuto ancora una volta sul versante della sicurezza nella Capitale.

«Molto più grave ritengo per certi aspetti la piazzata che è stata fatta nei pressi della redazione di un gruppo editoriale importante, perchè tutte le volte che si mette in discussione la possibilità che la stampa sia libera ed espressione di qualsiasi opinione, io credo sia un interrogativo per tutti» ha detto Gabrielli a margine dell'evento "Legalità e sport" alla "Nuvolà di Roma".

Il capo della Polizia ha sostenuto che in entrambi i casi si tratta di «fatti gravissimi per i quali lo Stato e le forze di polizia non faranno sconti a nessuno. Considero gravissimo tutto ciò che è violenza. Ho voluto sottolineare la gravità di quanto accaduto nei pressi di una redazione di un gruppo editoriale e non certo sminuire l'episodio di San Giovanni. Dunque nessuna sottovalutazione. Ogni violenza va perseguita ed è quello che faremo».

Si segnala infine l'intervento del comandante dell'Arma, generale Del Sette, a proposito dell'attentato alla stazione dei carabinieri a Roma.

«I carabinieri non si lasceranno intimidire, anzi proseguiranno con rinnovato impegno la loro attività quotidiana al servizio del Paese e della gente» ha affermato il generale. Inoltre Del Sette si è detto speranzoso «che vengano individuati i responsabili del collocamento dell'ordigno».

L'auspicio è che l'attentato a San Giovanni sia solo un episodio isolato. Le misure di prevenzione sono state predisposte anche in funzione di eventi come quelli accaduti giovedì scorso. Ad ogni modo il livello di allerta in città si è alzato. Sarà certamente un Natale blindato.