In questi giorni non è calda soltanto la pista che indirizza verso il nuovo portiere. Giorno dopo giorno, infatti, sembra avanzare la trattativa che la Roma sta portando avanti con l'Arsenal per il centrocampista svizzero Granit Xhaka ventotto anni, contratto in scadenza nel giugno del 2023. Il problema, come ti sbagli, è che il club inglese continua a chiedere circa venticinque milioni per il cartellino di un giocatore che, peraltro, i Gunners hanno deciso di vendere. La Roma è arrivata a offrire la metà, ma tutte le fonti di mercato fanno capire che la trattativa è in corso e che si potrebbe chiudere intorno ai diciotto milioni raggiungibili con una serie di bonus piuttosto semplici da centrare. La società giallorossa, per quello che ci risulta, in realtà sta prospettando anche una seconda ipotesi. Ovvero uno scambio più o meno alla pari con Diawara, giocatore che nel recente passato era stato richiesto dal club inglese. Nei prossimi giorni ne sapremo di più, anche perché, a cominciare dal giocatore, c'è l'intenzione di chiudere, in un senso o nell'altro, prima dell'inizio degli Europei.

In alternativa c'è pure la possibilità che, il cash per lo svizzero, potrebbe arrivare dalla cessione di Justin Kluivert al Lipsia. Ieri l'olandese in un'intervista ha ribadito il suo desiderio di rimanere in Bundesliga nella squadra che nell'ultima stagione lo ha visto giocare in prestito. Il club della Red Bull per Kluivert ha offerto dodici milioni, la Roma ne ha chiesti una ventina. La distanza non è poca, ma ci sono i presupposti perché si arrivi a un accordo tra i sedici e i diciotto milioni. A meno che non intervenga Mourinho a stoppare l'olandese, visto che al tecnico portoghese l'olandese piace. In partenza ci sarebbe anche Pastore ma per l'argentino non c'è la fila per acquistarlo. E il giocatore non ha intenzione di fare regali: «Se non ricevo una chiamata da altre squadre, resto un giocatore della Roma. Se vogliono che me ne vada, vedremo se riusciremo a trovare un club con cui proseguire per altri due anni in Europa». Preoccuparsi è lecito.