Henrikh Mkhitaryan. Marco Silvestri. Justin Kluivert. Moise Kean. Riccardo Calafiori. Ribaltateli, mischiateli, metteteli nell'ordine che volete voi, il risultato finale è un nome e cognome: Mino Raiola. Procuratore dei cinque di cui sopra. Due sono di proprietà della Roma, Kluivert e Calafiori. Uno veste giallorosso, Mkhitaryan. I restanti sono possibili obiettivi della società dei Friedkin nel mercato che verrà. Come dire che una certa parte, non secondaria, di quello che farà la nostra Roma per costruire la squadra della prossima stagione, passerà tra le mani (e il portafoglio) di questo signore italo-olandese che parla cinque lingue (pare tutte non benissimo, ma quello che conta è che si fa capire in ogni angolo del pianeta), ha la residenza a Montecarlo e parecchie delle infinite vie di mercato passano spesso dalle sue parti. Tiago Pinto, a cui i Friedkin hanno consegnato tutti i mazzi di chiavi del settore calcistico della Roma, dovrà confrontarsi spesso e speriamo volentieri con il Minone internazionale. Uno che quando sente il profumo di soldi non è secondo a nessuno.

Dicono: i rapporti tra Pinto e Raiola sono ottimi. Meglio. Ma alla partenza, l'italo-olandese parte con un vantaggio concreto, un asso di briscola che può fare la differenza. Ovvero, quando sarà, sul piatto di qualsiasi trattativa da intavolare con la società giallorossa, potrà mettere un carico da undici: l'aver portato, nel mercato estivo scorso, Mkhitaryan a Trigoria a costo zero, commissioni comprese. Un inedito per Minone. Ma che, ci si può scommettere, farà valere nel momento in cui lo riterrà opportuno. A cominciare proprio dal futuro dell'armeno, ora fermo per un problema al polpaccio che lo terrà lontano dalla disponibilità per un mesetto, ma che fino al momento dello stop è stato il miglior romanista di stagione: undici gol, altrettanti assist, la sensazione spesso di essere (come è) un calciatore di un'altra categoria. Come sappiamo, sulla carta il contratto di Mkhitaryan si è rinnovato automaticamente per dodici mesi nel momento in cui l'armeno ha toccato le venticinque presenze stagionali (i numeri di gol e assist li aveva già centrati). Rinnovo, come sappiamo pure qui, che per diventare operativo ha bisogno del sì dell'armeno, quindi pure di Raiola. Il giocatore alla società il suo sì lo ha già detto, non ci sono però notizie delle intenzioni di Minone. Che, peraltro, è abituato a condividere le scelte dei suoi ricchi assistiti, ma è pure abituato a guardare con attenzione dentro il suo portafoglio (legittimo, ci mancherebbe).

Allora la domanda, un po' cinica, è: cosa vorrà in cambio, oltre alle commissioni su un contratto forse pure biennale, per confermare il sì del giocatore? Possibili risposte: avere carta bianca sul futuro di Justin Kluivert in prestito secco al Lipsia? Avere la possibilità di muovere eventualmente Calafiori per garantirgli la possibilità di giocare e quindi valorizzarsi? Intavolare una trattativa per portare a Trigoria un portiere, Silvestri, visto che non è un mistero che si stia cercando un estremo difensore? Oppure, in alternativa, offrire alla Roma di far tornare nel nostro campionato Moise Kean, ora al Psg, ma di proprietà dell'Everton? Sono interrogativi attorno ai quali può ruotare buona parte del prossimo mercato estivo. Sia da un punto di vista del cash e delle plusvalenze (Kluivert), sia per le possibili entrate nei due ruoli prioritari per le esigenze della squadra (portiere e attaccante, Silvestri e Kean).

Partiamo da Kluivert. L'olandese è al Lipsia in prestito secco, con la Roma ha un contratto fino al 2023 e, per ora, sembra destinato a rientrare a Trigoria. Difficile che succederà. Le intenzioni della società sono cederlo a un prezzo non inferiore ai venti milioni (a bilancio a giugno sarà a circa la metà). Raiola non sembra intenzionato a farlo rientrare alla base consapevole che da queste parti difficilmente potrebbe giocare (Zaniolo, El Shaarawy, Pedro, Mkhitaryan). Il procuratore sta cercando una sistemazione a Kluivert (Lipsia compreso) anche a una cifra inferiore ai venti milioni richiesti dalla Roma. E se chiedesse di liberarlo a dodici-tredici milioni (quelli che pare vorrebbe spendere il club tedesco), la Roma come risponderà sapendo che dire sì vorrebbe dire azzerare o quasi la plusvalenza? Minone potrebbe equilibrare la situazione garantendo di portare Silvestri o Kean oppure anche tutti e due. Il primo (scadenza 2022) a una cifra di sette-otto milioni, il secondo, se non dovesse essere riscattato dal Psg, con la formula del prestito. Oppure, in alternativa, nell'ambito di un affare con il club inglese che acquisterebbe Olsen (magari) dando in cambio Kean (più conguaglio per l'Everton).

Su Silvestri qualche cosa già c'è stata, con il portiere del Verona che da mesi ha fatto sapere di gradire parecchio l'opportunità di vestirsi di giallorosso. Su Kean Raiola, da quel furbacchione che è, sta aspettando le convocazioni di Mancini per l'Europeo. Dovesse esserci la chiamata per Kean, il primo a esserne felice sarebbe proprio il procuratore con tutte le conseguenze economiche immaginabili per chi volesse acquistarlo. C'è, infine, la questione Calafiori. Il ragazzo, dopo un esordio da applausi, si è un po' fermato anche a causa di alcuni contrattempi fisici. In ogni caso la realtà dice che con Spinazzola titolare indiscusso, per Calafiori la possibilità di arricchire la sua esperienza sembra piuttosto limitata. Vuoi vedere che Mino lo vuole portare a giocare da qualche altra parte? E giù altre commissioni.