Facile non è. Facile non sarà. Dove il primo facile è relativo al mercato in corso. E il secondo, con il mercato chiuso senza novità, è relativo a una ricomposizione, magari pure solo di facciata, tra Dzeko e Fonseca. Dopo la fumata nera con l'Inter per un sorprendente (eufemismo) scambio con Sanchez, a due giorni dal gong finale alle trattative, le possibilità che il bosniaco finisca la sua sesta stagione in giallorosso, sono risalite. Perché da Milano, almeno fino a ieri sera, non è arrivato un nuovo segnale per una possibile riapertura di una trattativa che si è arenata per i circa tre milioni e mezzo che la Roma avrebbe dovuto garantire per consentire al club nerazzurro di pareggiare i suoi numeri (così come imposto dalla proprietà cinese). Non ci si è riusciti, neppure provando a inserire un paio di giocatori (Pinamonti e Radu). E Suning, da Pechino, non è che abbia dato una risposta negativa, non ha proprio dato una risposta. Sembra, insomma, che la pista Inter, attivata da Alessandro Lucci, procuratore di Dzeko, non sia più percorribile (Lucci, tra l'altro, non ha gradito per niente che nell'affare si siano inseriti altri due mediatori, uno presente pure all'incontro tra Pinto e Ausilio).

A conferma della pista raffreddata anche le parole di Beppe Marotta, prima della gara dell'Inter col Benevento di ieri sera, che a domanda, ha commentato così lo scambio Dzeko-Sanchez: «Gli agenti sono stati un po' troppo audaci nel portare avanti una trattativa senza fare i conti con l'oste. La trattativa si è chiusa ancor prima di essere aperta. Se ci fossero scontenti, che vogliono andare altrove, è doveroso non trattenerli. Finora non ci sono casi del genere».

Ora l'ipotesi di una partenza del giocatore, sembra sia legata quasi solo al materializzarsi di un nuovo club disposto a prendere il bosniaco. Segnali in questo senso finora non ce ne sono stati. Con Dzeko a Trigoria anche domani sera alle venti e un minuto, dovrà per forza ripartire l'opera di mediazione che, nei giorni scorsi, si era rivelata infruttuosa. Si dice: sarà sufficiente che Edin chieda scusa a Fonseca e il problema sarà risolto. Ma se il bosniaco non volesse chiedere scusa? E se il giocatore rivolesse indietro la fascia di Capitano che è passata al braccio di Pellegrini? La questione diventerebbe, come del resto è, di difficilissima soluzione. Perché certo non lo potrebbe essere uno Dzeko in tribuna. E poi: di fronte alle scuse, Fonseca le accetterebbe? La rigidità sulla questione da parte del tecnico portoghese, è una delle poche cose che, nei giorni scorsi, è filtrata da Trigoria con assoluta certezza. Vero. Ma è altrettanto vero che di fronte a un no alle scuse del giocatore, la proprietà potrebbe intervenire con tutta la sua autorevolezza per far capire al portoghese che prima di qualunque altra cosa c'è il bene della Roma. I Friedkin, oltretutto, al tecnico potrebbero dire di essere stati al suo fianco, al punto di aver messo sul mercato il giocatore. Fonseca se la sentirebbe di dire ancora no alle scuse e al reintegro del giocatore in rosa? Crediamo (speriamo) di no.

In uscita: salta Santon alla Samp

Caso Dzeko a parte, in questo mercato, nonostante gli sforzi, la Roma non ha salutato nessuno e probabilmente non saluterà nessuno da qui a lunedì. Dopo quella di Fazio al Parma, infatti, ci risulta evaporato anche il tentativo di cedere Santon alla Sampdoria. Il procuratore del giocatore, Claudio Vigorelli, dopo giornate di chiacchierate, ha dovuto prendere atto che non ci sono i presupposti perché il suo assistito si trasferisca nella squadra di Ranieri. Destinato a rimanere è pure Diawara. Pare che un ventilato scambio con la Fiorentina per Pulgar, sia stato frutto soprattutto della fantasia di qualche bontempone.