Fonseca insiste. Vuole un attaccante. Subito. Gli starebbe bene anche Otavio del Porto, ma a Tiago Pinto ha detto che prenderlo a giugno a parametro zero rischia di non fare scopa con l'ambizione di tutta la Roma di centrare uno di quei primi quattro posti che vogliono dire decine di milioni di euro garantiti dalla qualificazione ai gironi della prossima Champions. Per far capire meglio il concetto, il tecnico portoghese si è mosso e sta continuando a muoversi in prima persona. In particolare lo sta facendo, e non è certo un mistero, con il brasiliano Bernard. Giocatore che stima e conosce benissimo, avendolo avuto alle sue dipendenze (con eccellenti risultati) in Ucraina quando sedeva sulla panchina dello Shakthar.

Fonseca ha soprattutto un filo diretto con il procuratore del giocatore, Adriano Spadotto, che da qualche giorno è sbarcato in Europa e, tra le sue tappe, ha anche fissato quella di presentarsi a Liverpool nella sede dell'Everton, club proprietario del cartellino di Bernard fino al trenta giugno del duemilaventidue. Fonseca sa anche che Spadotto ha fatto capire che il suo assistito si può liberare per una cifra intorno ai cinque milioni di euro (in Inghilterra però dicono che ce ne vogliono almeno dieci). E il tecnico portoghese sa pure che l'Everton, attraverso la voce del suo allenatore Carlo Ancelotti, ha fatto sapere che il club è interessato a trasformare il prestito secco di Robin Olsen in acquisto definitivo (lo svedese oggi come oggi pesa sul bilancio romanista intorno ai cinque milioni e mezzo). Questo, oltre alla volontà di Bernard che si è detto più che disponibile al trasferimento in giallorosso, è il vero vantaggio di una trattativa che, però, al momento, per quello che ci risulta, non è stata ancora avviata tra i due club.
Ma, come in tutte le cose, ci sono anche gli svantaggi. Non tanto l'eventuale quotazione che l'Everton potrebbe fare per il cartellino di Bernard (preso a parametro zero dal club inglese, quindi in caso di cessione garanzia di plusvalenza a prescindere). Quanto il costo dell'ingaggio di Bernard. Che dall'Everton incassa uno stipendio annuale da quattro milioni e duecentomila sterline, più una serie di bonus. Al cambio attuale, vuole dire che il brasiliano in euro incassa oltre quattro milioni e settecentomila euro. Ovvero uno stipendio che, pure potendo, la Roma non ha nessuna intenzione di garantire al giocatore, se non altro perché Tiago Pinto sa bene come uno degli input che ha ricevuto dalla proprietà sia quello di ridimensionare il totale del monte ingaggi. È vero, la Roma con il brasiliano può mettere in piedi un discorso di un prolungamento contrattuale di un anno, forse due, ma considerando che i prossimi dieci mesi a libro paga dell'Everton, a Bernard garantiscono oltre otto milioni di euro netti, la richiesta del giocatore difficilmente potrà essere inferiore ai tre milioni netti a stagione, lasciando pure perdere gli eventuali bonus.

Sono numeri comunque impegnativi che potrebbero essere metabolizzati con la garanzia di una qualificazione alla Champions League, garanzia che certo in questo momento non può dare nessuno. Anche per questo l'opzione El Shaarawy, graditissima a molti, resta ancora in piedi. Ma solo se il Faraone riuscirà a svincolarsi dal contratto che per diciotto mesi lo lega ancora allo Shangai Shenhua. Cosa non facile al momento, anche se l'entourage del giocatore, volato in Cina (Stephan si sta allenando a Dubai), ci sta provando. La soluzione potrebbe essere rappresentata dalla rinuncia a qualsiasi tipo di bonuscita da parte del giocatore, buonuscita che è stata chiesta intorno ai cinque milioni di euro. I cinesi da questo orecchio non ci sentono e quindi per ora niente da fare. L'impressione è che si possa risolvere solo negli ultimissimi giorni di mercato. Così, peraltro, come per Bernard.