Immaginate. Tempo di mercato. La nostra Lega calcio emette un comunicato. Dove c'è scritto che la Roma (o qualsiasi altro club) ha presentato un'offerta ics per il giocatore che pare a voi. Che succederebbe da queste parti? Il finimondo. Non altrettanto si può dire per il soccer a stelle e strisce (e questo dovrebbe farci riflettere un po' su come il punto di vista degli americani born in Usa sia profondamente diverso da quello a cui siamo abituati per il resto del mondo, a cominciare dall'Italia).

Perché? Per il semplice fatto, e qui non c'è nulla da immaginare, che nella nottata (italiana) tra domenica e lunedì, la Mls (Major League Soccer) ha dato alle stampe, senza se e senza ma, un comunicato in cui ufficializzava come la nostra Roma avesse presentato un'offerta da nove milioni e spicci di dollari (circa sette milioni e mezzo di euro) per il classe 2001 Bryan Reynolds, esterno destro basso con un passato da ala sulla stessa fascia, cartellino di proprietà della squadra di Dallas, contratto in corso con scadenza il trentuno dicembre del 2024, da anni nel giro delle nazionali statunitensi Under. Con buona pace della Segretezza della trattativa. Che c'è, ve lo possiamo dire con certezza, e non solo perché ieri la Roma non si è certo affannata a smentire la trattativa.

Quindi, soprattutto alla luce di un comunicato così preciso e non smentito, c'è da ritenere che il giovane, emergente, difensore statunitense sia veramente a un passo dal vestirsi di giallorosso. Ci sono, peraltro, un'altra serie di indizi che lo confermano. Il primo è che due dirigenti dei Dallas Fc, squadra dove è nato, cresciuto e quasi maturato Reynolds, ci hanno confermato come ormai debba ritenersi trovato l'accordo con la Roma che, ci hanno sempre detto, ha fatto un'offerta migliore e quindi preferibile rispetto a quelle arrivate per il ragazzo da parte di Milan, Juventus, Lione e Marsiglia (su questi ultimi nomi è legittimo il beneficio d'inventario). Ora, in pratica, ci sarebbe da trovare soltanto l'accordo con Reynolds per il suo contratto, cosa che a naso non ci sembra impresa complessa. Il secondo è che pure l'entourage del difensore ieri ci ha confermato la trattativa, dicendosi parecchio ottimista sul felice esito della stessa.

Il terzo, che poi sommandosi ai precedenti va a formare la prova come ci insegnano i criminologi, è che l'operazione, per quello che ci risulta, sia stata voluta e seguita in prima persona dalla famiglia Friedkin. Va infatti tenuto presente che Dallas è in quel Texas dove affondano le radici attuali della famiglia proprietaria della Roma, ma c'è anche da aggiungere come lo stadio in cui gioca la squadra di Dallas, come sponsor ha quella Toyota che per i Friedkin è un biglietto da visita che da quelle parti (e non solo) vale più di qualsiasi carta di credito. In attesa che arrivi l'ufficialità, c'è da dire che la Roma si sta muovendo da tempo (trattato anche il 2002 Brandon Soppy del Rennes) per cercare un nuovo esterno destro basso che dia garanzie offensive e di corsa, in grado di assicurare cross e copertura di tutta la fascia, avendo come obiettivo quello di garantirsi un'alternativa per l'oggi e soprattutto il domani a Karsdorp (e Santon).

E Bruno Peres? Le intenzioni sono quelle di cedere il brasiliano nel prossimo mercato di gennaio, ma c'è il rischio che non ci sia la fila per garantire alla società giallorossa quel milione di euro (anche qualcosa di meno) che la Roma chiede per evitare una minusvalenza. In tempi recenti si è parlato di un interessamento del Benfica per Brunetto, ma francamente pare poco plausibile che si possa mettere in piedi una trattativa con quel Benfica da cui dal primo gennaio arriverà Tiago Pinto. Più credibile è che Peres possa trovare qualche estimatore in Brasile, a meno che non si materializzi qualche sorpresa che a Trigoria sarebbe assai gradita.

È possibile che il mercato di gennaio della Roma non si esaurisca con l'esterno destro basso, anche se le indicazioni per gli uomini mercato giallorossi è che se uno arriva, un altro deve fare le valigie. È sempre aperta, ancora di più dopo aver visto Pau Lopez contro il Torino, la questione del portiere. Mirante sin qui è stata una garanzia, ma c'è la necessità di puntare a prendere un portiere su cui progettualizzare per qualche anno almeno. Il nome in testa alle preferenze è quello di Silvestri (al Verona potrebbe andare Pau Lopez in prestito) che da un paio di anni sta facendo molto bene tra i pali del Verona. Possiamo dire che Silvestri alla Roma ha già fatto sapere di essere più che disponibile al trasferimento, potendo contare anche sulla pressione che può esercitare il suo contratto che è in scadenza nel 2022. C'è un segnale che potrebbe far pensare a un'accelerata della trattativa. Ovvero alcune voci di mercato, hanno fatto sapere che Silvestri sta cambiando procuratore, passando da Francesco Romano a Raiola. E, come ormai sanno un po' tutti, quando arriva Mino è perché sente il profumo dei soldi.