I turchi aspettano il turco. I turchi sono quelli di Berlino, almeno i tifosi dell'Hertha, il turco di nome fa Cengiz e di cognome Ünder, ragazzo che da queste parti conosciamo bene. Il club della capitale tedesca si sta muovendo sempre più a fari accesi per portare il giocatore della Roma in Bundesliga. E la Roma è pronta ad ascoltare, trattare, nel caso pure vendere, visto che lo scambio con il Napoli dove era compreso proprio Ünder sembra essere sfumato. Almeno per quello che riguarda il turchetto de' noantri, in ballo ora sarebbe rimasto soltanto Milik (il Napoli ha abbassato parecchio la richiesta cash) sempre che, sia chiaro, Dzeko saluti la nostra compagnia.

Ma torniamo al turchetto. Che interessa l'Hertha, squadra che nel prossimo futuro vuole provare a scalare la classifica della Bundesliga. Solo che chiudere l'affare, soprattutto tutto cash, non è per niente facile. La Roma, infatti, non intende andare sotto una certa cifra, verosimilmente quei ventisette milioni che il Bayer Leverkusen ha pagato per Schick. In sintesi il club giallorosso valuta il suo turco almeno quanto l'attaccante ceco che è andato alla corte di Rudi il tedesco che vola (interessante la lettera che Voeller ha spedito alla Roma sul tema Zaniolo e non solo…).

Ünder, oltretutto, dalla dirigenza romanista è stato battezzato come uno di quei giocatori che, oltre al cash, devono garantire una plusvalenza in grado di limare i cento milioni abbondanti che il club giallorosso dovrà concretizzare entro il prossimo 30 giugno con l'obiettivo di dare una sistemata ai conti. Il turco, dopo tre anni di Roma, ha un residuo costo a bilancio di poco superiore ai sette milioni, venderlo a ventisette vorrebbe dire fare un più venti di plusvalenza che a Trigoria e a via Tolstoj sarebbe accolto con applausi a scena aperta. Il problema è che, almeno per quello che siamo riusciti a sapere, l'Hertha fin qui tutto ha fatto meno che avvicinarsi ai venticinque milioni. E a queste condizioni la Roma non chiude, anche se al momento può vantare un attivo di mercato superiore ai quaranta milioni (26,5 Schick, 1,5 Kolarov, 4 Gonalons, 9 Defrel) in attesa che si concretizzi l'acquisto di Smalling.

Già, Smalling. L'affare sembrava chiuso, ma c'è stato un nuovo rinvio, anche se chi lavora alla trattativa garantisce che non ci saranno sorprese in negativo e che, questione di giorni, il giocatore diventerà definitivamente di proprietà della Roma. Si starebbero limando gli ultimi dettagli con il Manchester United per una cessione con la formula del prestito, con obbligo di riscatto per complessivi quindici-sedici milioni di euro (o sterline? Forse sta qui il problema). Ieri il difensore inglese è tornato ad allenarsi nel centro sportivo dell'United, ma lo ha fatto da solo, lontano da quelli che ormai sono i suoi ex compagni. La trattativa dovrebbe comunque sbloccarsi in questo fine settimana, se non dovesse succedere ci si dovrebbe cominciare a preoccupare.

Questione cessioni, su cui soprattutto De Sanctis sta lavorando da settimane tra mille difficoltà. C'è la questione Karsdorp con il Genoa: il club giallorosso è disposto a dare il giocatore in prestito con un obbligo di riscatto fissato intorno ai sette milioni, la società di Preziosi vuole invece solo un diritto di riscatto con obbligo fissato solo a determinate condizioni (un numero importante di presenze da almeno 45'). C'è invece una novità a proposito di Juan Jesus. Per il brasiliano si sarebbe fatto avanti timidamente il Porto. Qualcosa si sta muovendo anche intorno a Olsen. Il portiere svedese è destinato ad andare via e negli ultimi giorni hanno mandato segnali un club inglese, uno spagnolo e uno francese. Il Watford (di proprietà della famiglia Pozzo) lo vuole in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in Premier. Il Celta Vigo è disposto a prenderlo solo in prestito. Il Rennes che è in cerca di un portiere dopo aver venduto il suo, Mendy, al Chelsea, potrebbe essere interessato all'acquisto. La Roma è pronta, ma servono non meno di sette milioni.