Smalling part time. È l'ultima frontiera di una trattativa, tra Roma e Manchester United, che sta andando avanti almeno dal novembre scorso, quando si era a un passo dalla chiusura per l'acquisto del cartellino del difensore inglese. Solo che quel piccolo passo che all'epoca mancava allora non fu fatto e adesso, a estate inoltrata, con il giocatore sempre più protagonista nella Roma (ieri ha segnato un gol importante per blindare il quinto posto), siamo qui a raccontare di un accordo che non si trova nonostante la manifestata intenzione del giocatore di rimanere in giallorosso. Dunque, Smalling part time. Che vuole dire? Semplicemente la che la Roma che non riesce a trovare il punto d'incontro cash con l'United per tagliare definitivamente la testa al toro, in questi giorni che mancano ancora alla presentazione della lista Uefa (3 agosto, lunedì prossimo), punterà a trovare un accordo temporaneo con il club inglese per garantirsi Smalling almeno per gli ottavi e gli eventuali quarti di finale di Europa League. Dopo, cioè in caso di approdo in semifinale dove le strade delle due squadre potrebbero incrociarsi come da tabellone sorteggiato qualche settimana fa, si vedrebbe cosa fare.

Su questa ultima frontiera stanno lavorando Franco Baldini, il Ceo Guido Fienga ma soprattutto il mediatore croato Jozo Palac che ha contatti quotidiani con la dirigenza del club inglese. La Roma, di fatto, all'United ha proposto di prolungare il prestito fino all'eventuale svolgimento dei quarti di finale. Ovviamente però senza nessun ulteriore esborso di denaro, considerando più che sufficienti i tre milioni di euro garantiti al Manchester per il prestito concretizzato nella passata stagione. Non potendo certo sapere quello che poi sarebbe successo: gli oltre tre mesi di stop per la pandemia, il ritorno in campo con inevitabile prolungamento di tutto, pure del prestito che però il Manchester ha garantito solo fino alla conclusione del nostro campionato. Gli inglesi continuano a dire che loro prendono in considerazione (per ora) soltanto la cessione del giocatore per quei venti milioni da cui non sembrano voler scendere. Venti milioni che la Roma considera esagerati, offrendone al massimo (per ora) una quindicina, bonus compresi, ai quali, dicono a Trigoria, bisogna comunque aggiungere i tre garantiti per il prestito di questa stagione. La società giallorossa, in questo senso, sta provando a dare anche qualche garanzia per il dopo part time, cioè l'offerta da quindici milioni potrebbe salire in base ai turni superati in Europa League (approdare ai quarti di finale varrebbe per il club giallorosso già un paio di milioni).

Ma il Manchester per dare la possibilità alla Roma di poterlo schierare in un'eventuale semifinale proprio contro di loro, vuole che il cartellino venga acquistato, altrimenti niente semifinale, part time o non part time. La Roma, in ogni caso, continuerà a provarci pure nei prossimi giorni, spinta anche dalle insistenze di Paulo Fonseca che alla società, pure nei giorni scorsi, ha ribadito di considerare il difensore inglese un punto fermo e importante della sua Roma di oggi e domani. Sarà accontentato? L'impressione, oggi ma domani potrebbe cambiare tutto, è che alla fine un prestito per le prime partite di Europa League (solo la prima con il Siviglia per ora è sicura) la Roma alla fine potrebbe pure strapparlo, ma che poi sarebbe tutta da definire l'eventuale presenza del difensore inglese in una semifinale contro la squadra che ha la proprietà del suo cartellino con tanto di contratto valido fino al trenta giugno del 2022. Finisse così, la Roma dopo avrebbe almeno un mese e mezzo per completare l'operazione acquisto del giocatore. Magari con la consapevolezza di dover comunque aumentare l'offerta cash per il cartellino per accontentare quel Manchester che in questa vicenda si sta dimostrando assolutamente fermo sulle sue posizioni, venti milioni bonus compresi.