Erano diciotto. Sono rimasti a quindici. Sempre troppi, perché stiamo parlando degli esuberi, parola sempre sgradevole ma è così, nella rosa extralarge della Roma. L'operazione cessioni per ora ha dato risultati minimi, oltretutto dovuti. Ovvero l'obbligo di riscatto da parte del Sassuolo, a salvezza raggiunta, di Defrel in cambio di nove milioni più uno di bonus; stessa cosa, compresa la salvezza raggiunta, per quel che riguarda Gonalons che, in cambio di quattro milioni (due di plusvalenza che non fa mai male) è diventato un giocatore del Granada a tutti gli effetti. Terza partenza messa nero su bianco è quella del misterioso (e siamo buoni) centrale difensivo francese Bianda che la Roma ha piazzato in prestito oneroso (si parla di mezzo milione di euro) ai belgi dello Zulte Waregem (auguri) con un diritto di riscatto fissato intorno ai cinque milioni. La quarta potrebbe essere quella del turco Cetin che sembra a un passo dal trasferimento al Verona sempre con la formula del prestito con diritto di riscatto (e controriscatto pare stabilito a quindici milioni, francamente oggi come oggi ci sembra un'esagerazione). Poi stop. Gli altri esuberi stanno tutti lì, con i loro contratti annuali o pluriennali con tanto di stipendi che potrebbero incidere in maniera pesantissima su un monte ingaggi che la dirigenza del club ha l'obbligo di dover ridimensionare tra il venti e il trenta per cento. I nomi? Allora: Perotti, Coric, Pastore, Olsen, Karsdorp, Juan Jesus, Schick. Nomi a cui bisogna aggiungere quei nomi della rosa che ormai ufficialmente la Roma ha individuato come quelli destinati a garantire cassa e, soprattutto, plusvalenze. Ovvero: Florenzi, Under, Kluivert, ma anche i giovani Bouah, Calafiori, Riccardi e anche il terzo portiere Fuzato (il brasiliano ha trovato un accordo per andare in prestito ai portoghesi del Gil Vicente, ma sta attendendo la decisione del club). Immaginare che possano andare via tutti, è un esercizio di sfrenato ottimismo, ma per Morgan De Sanctis, direttore tecnico pro tempore, l'obiettivo sarà quello di venderne il più possibile, pur nella consapevolezza che per qualcuno tutto sarà meno che semplice trovare estimatori in giro per il mondo (Pastore per esempio). In questo senso, come è la situazione in questo momento? Fluida risponderebbe qualcuno. Anche se ci sono un paio di novità da registrare. La prima riguarda Ünder. Il turco da settimane è ai margini della squadra, Fonseca non lo prende più in considerazione neppure per uno spezzone di partita, il suo futuro sarà da qualche altra parte. In Germania, forse. Perché nei giorni scorsi si è fatto vivo il Borussia Dortmund per conoscere i numeri di un eventuale acquisto. Bisognerà vedere se ci saranno i numeri per chiudere. C'è da dire, a proposito, che Franco Baldini sta cercando un acquirente per Ünder sulla base di una richiesta intorno ai quaranta milioni di euro. A questa cifra è difficile che si faccia a meno che il Dortmund, come possibile, non venda il suo gioiello Sancho per una cifra indecente. Inoltre in Italia c'è la concorrenza del Napoli che Ünder lo sta trattando da tempo. Ieri il presidente De Laurentiis ha organizzato un incontro con i massimi dirigenti del nostro calcio (per la Roma era presente il Ceo Guido Fienga) per parlare di quello che si dovrà fare a proposito dei diritti televisivi. Non è da escludere, anzi, che tra il numero uno del Napoli e il numero due della Roma si sia pure chiacchierato di Ünder. Anche se c'è da dire che i rapporti tra i due club, già deteriorati un anno fa nell'affare Manolas-Diawara, si sono ulteriormente incancreniti dopo la denuncia del Napoli, in occasione della partita al San Paolo contro i giallorossi, a proposito delle presenze romaniste in campo, cosa che ha indispettito parecchio la dirigenza giallorossa.