Dal trading alle trade. Sembra un gioco di parole, in realtà può essere la fotografia di un'evoluzione, diciamo così, per quello che potrà essere il mercato della Roma nel prossimo futuro. Detto che ci rendiamo conto benissimo che parlare in questo momento di mercato possa essere perlomeno irriverente rispetto alla tragedia che tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle, ci pare comunque utile, anche per distrarci un po' avrebbe detto Lucio Dalla, provare a immaginare quello che potrà succedere alla nostra Roma in funzione di quella che sarà la prossima stagione.

Sul trading ormai siamo tutti scienziati, in questi anni la società giallorossa ce lo ha fatto scoprire, e più di qualche volta ci ha fatto arrabbiare per l'esasperazione del concetto seguito dai fatti. Meno chiaro, soprattutto per chi non è esperto di basket, in particolare di Nba, è il concetto di trade. Che, letteralmente vuole dire scambio.

Niente di nuovo, si dirà, in realtà è così, solo che in Nba le trade non vedono mai scambio di cash, piuttosto di giocatori più, nel caso, la concessione di prime scelte nella lotteria del draft (ogni stagione il draft vede i club professionistici scegliere, appunto, i migliori prospetti per mettere il pallone dentro il canestro).

Ecco, nelle sue linee generali, il prossimo mercato della Roma, e non solo dei giallorossi, proverà a indirizzarsi su questa traccia con la variante che comunque ci sarà anche un giro di cash, ma con il vantaggio, in operazioni di questo tipo, di poter fare valutazioni che garantiscano quelle plusvalenze che sono fondamentali per cercare di far tornare, almeno in parte, i conti societari giallorossi che certo non sono in grandissima salute, come certificato dall'ultima semestrale di bilancio, chiusa con un passivo di ben ottantasette milioni.

Le cessioni

La Roma dovrà cedere e molto, sapendo peraltro che dopo lo tsunami che stiamo vivendo, i numeri inevitabilmente subiranno un consistente calo. Cosa, ovviamente, che non sarà un vantaggio. La società giallorossa ha un numero importante di calciatori, e parliamo non solo di quelli che sono attualmente a Trigoria (ora a casa), ma anche di quelli che sono in giro per l'Europa con la formula del prestito.

In molti casi sono giocatori che sono costati parecchio e hanno uno stipendio importante. Basti pensare a Nzonzi, Karsdorp, Olsen, Schick, nomi a cui si possono aggiungere pure quelli di Pastore, Perotti, Juan Jesus, nomi che singolarmente o totalmente, costituiscono un costo enorme.

La Roma proverà a venderli tutti, pur nella consapevolezza che sarà tutt'altro che semplice, in particolare se si avrà come obiettivo quello di garantirsi delle plusvalenze. Allora si proverà a inserirli in una trade che alla controparte garantisca comunque un cash, ma avendo come vantaggio quello di poter fare valutazioni di cartellino altrimenti impossibili.

Oppure si cercherà - quando sarà possibile senza pagare un pedaggio economico in fatto di minusvalenze - di dare una sorta di cartellino gratuito, in particolare a quei giocatori che sono a un anno dalla scadenza naturale del loro vincolo contrattuale con la Roma. Come, per esempio, il caso di Diego Perotti, il cui contratto si esaurirà il trenta giugno del prossimo anno.

Pinamonti

Piazzare l'argentino non è certamente facile, considerando uno stipendio che, con i bonus, arriva a sfiorare i tre milioni di euro, cifra che ovviamente taglia fuori la stragrande maggioranza dei club italiani ed europei. La Roma è almeno da due sessioni che sta cercando di cederlo, ma senza risultati concreti, pure in considerazione del fatto che nelle ultime due stagioni il giocatore è stato più infortunato che in campo. Ci proverà anche nel prossimo mercato, anche se in questo momento non si sa neppure quando ci sarà la sessione.

In questo senso è stato abbozzato un discorso con il Genoa, club da cui la Roma lo acquistò nel gennaio del 2016. Destinazione che potrebbe essere accettata dall'argentino che, peraltro, non ha mai fatto mistero di sognare un finale di carriera con la maglia del suo primo amore, il Boca.

Nell'operazione, ovviamente, la Roma prenderebbe un calciatore dalla società del presidente Preziosi. Questo giocatore è Andrea Pinamonti, classe 1999, compagno di Nicolò Zaniolo nelle giovanili dell'Inter, identikit giusto per andare a ricoprire quel ruolo di vice Dzeko che è una delle priorità del mercato della Roma.

Il procuratore del giovane attaccante è Mino Raiola, da qualche anno in buoni rapporti con la dirigenza giallorossa. Non ci vuole Einstein per capire che, pur a fronte di un'esagerata valutazione del cartellino di Perotti per garantirsi comunque una plusvalenza, la Roma dovrà dare al Genoa un cash tra i dieci e i quindici milioni di euro. Ed è su questa cifra che si deciderà il futuro della trattativa. Sempre che l'Inter, che vanta tuttora un diritto di prelazione sul cartellino del centravanti, non decida di riportarlo ad Appiano Gentile.