Non vedeva l'ora di tornare un giocatore della Roma Matteo Politano, dovrà aspettare ancora: c'era l'accordo per lo scambio con Spinazzola, in prestito con obbligo di riscatto, (ovvero di fatto a titolo definitivo), entrambi i giocatori (che hanno lo stesso agente, Davide Lippi, cosa che ha molto facilitato le cose) avevano trovato l'accordo con il nuovo club. Per l'annuncio mancavano le visite mediche: Politano ha sostenuto le sue, Spinazzola pure, quelle del romano che vorrebbe tornare romanista sono filate via senza intoppi, quelle dell'umbro in viaggio per Milano richiederanno un supplemento d'indagine, questa mattina al centro sportivo Suning.

In tarda serata però si è capito che quello delle visite mediche non era l'unico problema: gli accordi con il ds nerazzurro Ausilio erano sulla base del prestito con obbligo di riscatto, Marotta preferirebbe che il riscatto fosse facoltativo. Ma la Roma, che lo scorso 30 giugno ha valutato Spinazzola 29,5 milioni di euro (ovvero il cartellino di Luca Pellegrini più 7,5 di conguaglio) non vuole dare all'Inter la possibilità di valutare nei prossimi sei mesi se acquistarlo o no: se i nerazzurri non si assumono l'obbligo, lo scambio salta.

Prima dell'intoppo

Quando è sbarcato a Fiumicino, poco dopo le nove di mattina, Politano probabilmente già si sentiva pronto ad andare in panchina nella gara di stasera. Sorridente, allegro, non ha detto le frasi di rito, che nel suo caso sarebbero vere: per lui tornare alla Roma è un sogno, qui è cresciuto da bambino, se n'è andato senza la gioia dell'esordio, e il filo con la squadra della sua città non si è mai spezzato, come testimonia una valanga di post sui social, tra cori da stadio e foto della Curva giallorossa.

Da Fiumicino è stato portato direttamente a Villa Stuart per le visite mediche, che sono state anche l'occasione per salutare Zaniolo, il compagno che dovrebbe sostituire all'ala destra da qui a fine stagione. Si erano incrociati in azzurro: il 23 marzo 2019, contro la Finlandia a Udine, rimasero entrambi seduti in panchina per 85'. Poi il centrocampista della Roma fece l'esordio in Nazionale, sostituendo Marco Verratti, e il romanista che giocava per l'Inter rimase a guardare. Tre giorni dopo, con il Liechtenstein, Politano giocò titolare, terza e ultima presenza in azzurro.

Proprio al Tardini di Parma, lo stadio in cui poteva fare il suo esordio in giallorosso: se ne riparlerà domenica a Marassi, sempre che non salti tutta l'operazione. Ieri pomeriggio, quando le complicazioni non erano saltate fuori, si era persino parlato del nodo del numero di maglia (voci parlavano del 25) che a Roma non ha mai avuto, non avendo ricevuto convocazioni ai tempi della Primavera. A Perugia, nel suo unico anno in C, non c'era la numerazione fissa, nel biennio di Pescara aveva il 7, tra Sassuolo e Inter ha giocato con il 16. Che a Roma non è stato ritirato, ma è come se lo fosse: anche per un pupillo di papà Alberto sarebbe un azzardo non da poco prendere il numero di Daniele De Rossi.