Se qualcuno si è perso una palla di cristallo in cui si legge il futuro, per ritrovarla pensi a un viaggio in Inghilterra. Perché con un anticipo degno di Nostradomus, già tre giorni fa su alcuni quotidiani inglesi, era apparsa la notizia dell'offerta della Roma per l'acquisto del cartellino di Chris Smalling, arrivato a Trigoria l'estate scorsa in prestito secco (tre milioni). Non solo. Gli stessi giornali, quantificavano l'offerta in quindici milioni di euro. E, tanto per non farsi mancare niente, chiudevano il resoconto della trattativa, riportando il rifiuto sdegnato del Manchester United alla cifra offerta dalla Roma. Insomma, un disastro visto dalle parti di Trigoria. Dove, però, più che preoccuparsi leggendo le indiscrezioni made in England, si erano fatti una bella risata visto che l'offerta la Roma al Manchester United, tre giorni fa, non l'aveva ancora formalizzata, tanto meno, ovviamente, era stata rifiutata. Ma è evidente, a questo punto, che qualcuno dalle parti di Londra doveva aver visto il futuro. Perché l'offerta la Roma l'ha fatta, ma quarantotto ore dopo quello che avevano pensato e scritto gli inglesi. Offerta formalizzata via mail e a cui il Manchester nei prossimi giorni dovrà dare necessariamente una risposta.

La trattativa

Detto che ci sono tutte le premesse perché l'affare si concluda con la fumata bianca, c'è da aggiungere, però, che, pur immaginando tempi brevi, è complesso che si possa definire tutto in pochi giorni. Perché, come in qualsiasi trattativa che si rispetti, i numeri della richiesta per ora non corrispondono a quelli dell'offerta. Ricapitolando: nell'incontro andato in scena nei primi giorni della settimana scorsa a Manchester tra i dirigenti dell'United e due emissari giallorossi, la richiesta dell'United era stata fissata in dodici milioni più almeno tre di bonus. Numeri che sono stati accolti molto positivamente in casa romanista, visto che si temeva una richiesta intorno ai venti milioni. Una volta preso atto dei numeri inglesi, la Roma ha formalizzato la sua offerta: dieci milioni più un paio di bonus. Non poteva che essere così, visto che in qualsiasi trattativa non si dice subito sì, se non altro per puntare ad avere un minimo di sconto sulla richiesta della controparte. In ogni caso i numeri sono così vicini che difficilmente si può immaginare uno stop dell'affare. Basterà un piccolo sforzo da una parte e dall'altra per arrivare a brindisi, baci e abbracci. Insomma, con ragionevole certezza, si può dire che l'affare è indirizzato in maniera molto positiva. A meno che sul giocatore non si presenti qualche altro club che dia inizio a un gioco al rialzo che farebbe contento soltanto il Manchester United. La cosa, peraltro, non è da escludere. Anzi, in qualche misura sta già avvenendo visto che ci risulta, limitandoci soltanto al campionato italiano, che Milan (con quali soldi visto il passivo?) e Inter (forse per far contento Conte che vorrebbe una rosa da cinquanta giocatori) si siano fatte già vive con gli emissari che curano gli interessi di Smalling. Sul quale, oltrettutto, da qualche giorno stanno ronzando intorno alcuni procuratori che vorrebbero tuffarsi nell'affare. Respinti al mittente.

Il sì di Smalling

Da qualche anno ormai un po' tutti, però, hanno preso atto come nelle trattative di mercato, l'elemento fondamentale per la riuscita dell'operazione sia quello che dice il giocatore. Senza il consenso del diretto interessato, è difficile che si arrivi alla fumata bianca. E allora, in questo senso, la Roma può stare abbastanza tranquilla. Perché il sì di Smalling a rimanere c'è stato. C'è stata già più di una chiacchierata con l'inglese che ha manifestato il suo entusiasmo per la scelta della Roma, facendo capire di essere più che disponibile a rimanere. E con lui la sua famiglia, a cominciare dalla moglie che ci raccontano abbia un certo peso nelle decisioni famigliari. La signora, infatti, sta già cercando la scuola internazionale per i figli, ha scelto la casa dove la famiglia vive e si sta muovendo pure per cercarne un'altra dove trasferirsi per stare più in centro città. Da questi presupposti, l'intenzione della Roma di riscattare il difensore si è trasformata in certezza e così è partita l'operazione riscatto. Tra le parti si è cominciato a parlare anche del nuovo contratto che dovrebbe legare Smalling fino al trenta giugno del 2024, cioè due stagioni in più rispetto al contratto in corso che il difensore ha con il Manchester. Si è ipotizzata anche la possibilità di mettere nero su bianco l'opzione per un ulteriore anno, ma questo non sarà un ostacolo alla positiva conclusione dell'accordo. C'è da tenere presente che Smalling per venire alla Roma, si è abbassato di un milione e seicentomila euro l'ingaggio che prendeva all'United, scendendo da 4,6 a tre milioni. Cifra che la Roma vorrebbe confermargli per i prossimi anni aggiungendo una serie di bonus. A queste condizioni si può arrivare a dama.