«Non c'è nessuna asta per Barella, è un termine irrispettoso nei confronti del modo di lavorare che ha il Cagliari. Noi abbiamo raggiunto un accordo con l'Inter l'undici giugno scorso sulla parte fissa che è poi la parte più importante. C'era solo da parlare dei bonus ma da venti giorni non si fanno sentire, a questo punto dubito che il ragazzo gli interessi ancora. Nel frattempo la Roma c'ha fatto un'offerta ancora più importante e abbiamo chiuso, siamo soddisfatti. Credo sia legittimo che Nicolò si prenda un paio di giorni per decidere bene il suo futuro. Se ha preferenze? In realtà non è mai stato orientato su nulla e non ha mai avuto un accordo con nessuno, la cosa con la Roma è recente e si sta prendendo qualche giorno per valutare la nuova situazione, speriamo che la questione si chiuda nel giro di pochi giorni». Era più o meno mezzogiorno di ieri quando il presidente del Cagliari Tommaso Giulini rilasciava, davanti ai microfoni nazionali, questa dettagliata dichiarazione. Dicendo che lo aveva venduto all'Inter, che l'Inter non si è più fatta viva e che nel frattempo la Roma si era inserita mettendo sul piatto un'offerta migliore e che ora il cerino per la scelta finale passava nelle mani del giocatore. Barella alla Roma, dunque? Sì, no, forse.

Una lunga storia

Erano giorni che il Cagliari stava disseminando il terreno di ami nerazzurri. Sulla stampa dell'isola più di una volta era stato scritto che Giulini era sconcertato dal prolungato silenzio dell'Inter. Ma una risposta da Suning e discepoli non arrivava, forse nella convinzione che aver raggiunto un accordo con Barella, li mettesse al riparo da qualsiasi trappola. In teoria e spesso anche in pratica è così, ma le vie del mercato sono infinite e l'inserimento della Roma (peraltro di vecchia data, il procuratore del giocatore Alessandro Beltrami a chi gli chiede della Roma risponde che quattro mesi fa se avessero definito la trattativa, Barella si sarebbe vestito di giallorosso) ha cambiato un po' le carte in tavola.

Soprattutto dal punto di vista del Cagliari che, per bocca del suo presidente, ieri ha detto chiaro e tondo di preferire l'offerta della Roma (trenta milioni più cinque di bonus, più il cartellino di Defrel) rispetto a quella interista (trentasei milioni più quattro di bonus). In sostanza il numero uno del club sardo, peraltro notoriamente tifoso interista, ha spedito l'ultimo messaggio all'Inter facendo presente che ha chiuso l'affare con la Roma. Insomma, Suning se ci sei batti un colpo, alza l'offerta.

Altrimenti decide Nicolò Barella, come peraltro sarà in ogni caso. E a dar retta a tutti gli spifferi che arrivano dalla sua Sardegna dove sta trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, il ragazzo sembra intenzionato a dare comunque seguito all'accordo che aveva trovato con il club nerazzurro, cioè un quinquennale da due milioni e mezzo netti a stagione più bonus. Addirittura c'è qualcuno che si spinge a ipotizzare che il giocatore se non dovesse andare all'Inter, sarebbe pronto a rimanere al Cagliari, ipotesi che francamente ci sembra più una barzelletta che rispondente a uno scenario verosimile.

Anche perché, gli immancabili sussurri di mercato, fanno sapere che la Roma al giocatore ha fatto sapere di essere pronta a dargli un ingaggio migliore di quello che gli ha garantito l'Inter. Ma Barella sembra intenzionato a mantenere la parola data per una serie di motivi che vanno dalla possibilità di partecipare alla Champions League alla presenza di un allenatore come Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. In quel caso sarebbe pronto il piano B per la Roma, che conduce a Veretout. Una posizione meno intransigente ce l'avrebbe però il procuratore Beltrami che cura anche gli interessi di Radja Nainggolan che nelle ultime settimane sta ricevendo un trattamento poco carino (eufemismo) da parte dell'Inter che pare non veda l'ora di sbarazzarsene. Deciderà Barella dunque. Ma se l'Inter non dovesse farsi viva neppure nelle prossime quarantotto ore, che succederà? La Roma conta su questo per centrare quello che sarebbe il suo colpo di mercato, prescindendo pure da ipotesi Higuain o Icardi per il ruolo di centravanti.