La Roma ha scelto. Antonio Conte ha preferito una strada diversa, l'opzione B della società giallorossa, la prima peraltro di Franco Baldini, era e continua a essere Maurizio Sarri. Ora, però, deve aspettare che decida Marina. Marina chi? La signora Granovskaia, l'età non si dice, grande capo operativo del Chelsea, signora alla quale Roman Abramovich da cinque anni ha messo in mano il club londinese. Dovrà essere Marina a decidere se continuare con il tecnico toscano, legato da un altro anno di contratto, oppure scegliere un allenatore diverso, indipendentemente da quello che sancirà la finale di Europa League dove il Chelsea si giocherà la coppa contro l'Arsenal in un derby tutto londinese.

Possibile divorzio

Si dirà: ma come, Sarri non fa altro che dire di voler continuare con il Chelsea e che è innamorato della Premier? E pure: ma come fa un club che il tecnico toscano ha riportato in Champions League, obiettivo dichiarato di inizio stagione, e anche alla finale di Europa League, a decidere di mettere alla porta l'allenatore? E ancora: perché scegliere di cambiare in un momento comunque positivo ma alla vigilia di due sessioni di mercato in cui il Chelsea non potrà operare in entrata perché stoppato dall'Uefa? Tutte domande legittime, ma a parte il primo interrogativo, tutto il resto è contestabile. Per la semplice ragione che il Chelsea, leggasi Marina, è un club del tutto atipico rispetto agli altri, dove le dinamiche societarie non sempre seguono una logica comprensibile. Basti ricordare che Antonio Conte, sì proprio lui, è stato esonerato dopo due stagioni sulla panchina dei Blues, due stagioni in cui aveva vinto nella prima la Premier e nella seconda la Fa Cup che da quelle parti vale quanto un campionato. Eppure, addio Antonio. Figuratevi, insomma, se potrebbe farsi scrupolo a licenziare Sarri che, nel migliore dei casi, porterà nella bacheca del club londinese un'Europa League e il ritorno a giocare la Champions League. I motivi che potrebbero portare a un divorzio, sono da ricercarsi soprattutto nel fatto che tra le parti non è mai nato il feeling giusto, soprattutto con la signora Marina che è una che quando doveva far firmare l'ultimo anno di contratto a Johm Terry, oh John Terry uno che ha vinto sedici trofei con il Chelsea, leggenda vuole che gli disse senza tanti giri di parole, «firma qui subito altrimenti levati dalle palle». In questo caso la Granovskaia avrebbe dalla sua anche una buona parte della snob tifoseria del Chelsea. In questo senso non vanno dimenticate le durissime parole di Cahill contro Sarri e, soprattutto, i fischi con cui Stamford Bridge ha commentato la sostituzione di Loftus Cheek nella recente semifinale di ritorno di Europa League contro l'Eintracht Francoforte. Tutte cose che ha notato anche il tecnico toscano che non è per niente sicuro di essere confermato. Insomma, i tempi del Sarriball che a inizio stagione lo avevano esaltato, ora sono morti e sepolti.

La Roma e Baldini aspettano

E allora alla Roma, pur continuando a sondare il resto (in particolare Gasperini), non resta che aspettare quello che succederà in casa Chelsea. Bisognerà aspettare, molto probabilmente, fino al ventinove maggio quando a Baku si giocherà la finale di Europa League. A Trigoria, anzi a Londra, pare che non ci sia eccessiva fretta. La possibilità di prendere Sarri è considerata la migliore opazione possibile per ripartire. Garantisce Baldini che con il tecnico toscano ha una solida e antica amicizia. Inoltre per il consulente della Raptor (così è), l'eventuale arrivo di Sarri santificherebbe, se ce ne fosse bisogno anche agli occhi di Pallotta, il riprendere in mano le operazioni di mercato della Roma. Con Sarri in panchina e Petrachi ds (e le dimissioni di Massara), nascerebbe la Roma più baldiniana di sempre. Sperando che basti a far dimenticare in fretta le pene di questa stagione.