Confermato. Diogo Dalot è un obiettivo della Roma per il prossimo mercato di gennaio. In quel ruolo di esterno basso, soprattutto a destra, in cui Mourinho ci ha fatto sapere che quando guarda la panchina vede Reynolds e lascia perdere. Del resto l'identikit del portoghese, corrisponde ai requisiti preferiti dalla società giallorossa: età, ventidue anni; duttilità tecnica e tattica che gli consente di giocare su entrambe le fasce; prospetto con margini di miglioramento, cosa che può far immaginare che la spesa possa essere anche un investimento; stipendio accettabile: un milione e mezzo di euro netti annui, e che diventa ancora più accettabile perché, se dovesse sbarcare a Trigoria, grazie al decreto crescita e pur immaginando un necessario aumento del cash, il costo totale lordo potrebbe comunque fissarsi tra i due milioni e mezzo-tre; contratto in scadenza il trenta giugno del 2023, cosa che potrebbe avere un certo peso sul costo del cartellino. Tiago Pinto (partito giovedì sera direzione Portogallo per trascorrere qualche giorno in famiglia) ci sta lavorando nella consapevolezza, comunque, che tutto sarà meno che semplice prendere Dalot.

E poi c'è la questione, certo non di secondaria importanza, che il ragazzo che nella passata stagione ha già frequentato il campionato italiano con la maglia del Milan, in Premier non gioca mai o quasi (appena una partita da titolare) e la cosa, per un ragazzo nel giro della nazionale di Cristiano Ronaldo, non è certo propedeutica al desiderio, il prossimo anno, di partecipare al Mondiale. Per questa ragione, per quello che ci risulta, Dalot alla Roma ha già fatto sapere che per lui non ci sarebbe nessun tipo di problema a trasferirsi a Trigoria. Ci sarebbero, dunque, i presupposti perché questo matrimonio si faccia. Forse, però. Perché bisogna fare i conti con una società chiamata Manchester United che, come si sa, quando cede un giocatore lo fa soltanto alle sue condizioni. Come da queste parti sappiamo, ricordando tutto quello che successe per acquistare il cartellino di Chris Smalling, un'autentica odissea conclusa soltanto al gong finale del mercato. L'United oggi come oggi è il club più ricco del pianeta, trattare con loro è la cosa più difficile al mondo soprattutto se si cerca di strappare un prezzo più basso per il giocatore che interessa. Come, appunto, per Dalot.

Da prendere in considerazione, poi, che nel ruolo di esterno basso, oltre al portoghese, i Red Devils in rosa hanno soltanto un altro giocatore. Ovvero Aaron Wan-Bissaka che hanno pagato la modica cifra di cinquantacinque milioni di euro (roba da pazzi). E' lui il titolare della maglia da titolare, ma il Manchester prima di dare il semaforo verde alla partenza di Dalot, vuole garantirsi un'alternativa a Wan-Bissaka per non rischiare di trovarsi scoperto nel ruolo. E allora alla Roma hanno fatto sapere che prima di mettersi seduti attorno a un tavolo per parlare del trasferimento di Dalot, hanno bisogno di concretizzare l'acquisto di un altro esterno basso. Cosa che stanno provando a fare con il nazionale inglese Kieran Tripper, trentuno anni, contratto in scadenza con l'Atletico Madrid il trenta giugno del 2023, ma una grande voglia di tornare in Premier, anche se per Simeone è il titolare della corsia destra. E per questa ragione la richiesta per il cartellino dell'inglese è stata di venti milioni di euro. Cifra che non può fare paura al Manchester United, ma che per quella proprietà transitiva che nel calcio usano sempre a loro uso e consumo, rischia di costituire un macigno economico per il desiderio della Roma di prendere Dalot. Perché per quello che siamo riusciti a sapere, il club inglese per il cartellino dell'esterno portoghese, ha fatto una richiesta di due milioni per il prestito da qui a giugno, fissando però il diritto di riscatto a venti, cioè quelli che dovrebbe dare all'Atletico per prendere Trippier. La Roma a queste condizioni può garantirsi soltanto il prestito. Cosa che comunque starebbe bene a Mourinho che il ragazzo lo fece acquistare già quando sedeva sulla panchina del Manchester United. E gli piacerebbe fare il bis.