Bisogna aspettare lunedì per sapere se l'Italia si sarà qualificata direttamente ai Mondiali del Qatar del dicembre del 2022 o se servirà passare per le forche caudine dello spareggio a tre, cui potrà accedere da seconda del gruppo C. Dopo le partite di ieri e il pareggio dell'Olimpico la classifica vede ancora appaiate Italia e Svizzera in testa al girone con 15 punti, ma con un leggero vantaggio sulla differenza reti per l'Italia (due gol di vantaggio), ma adesso con lo svantaggio di aver concesso agli elvetici un gol in trasferta (dopo lo 0-0 dell'andata). Si deciderà tutto all'ultimo tuffo, con le gare di lunedì sera a Belfast tra Irlanda del Nord e Italia e a Lucerna tra Svizzera e Bulgaria. Tutto aperto, e se l'Italia dovesse fermarsi al secondo posto, il responsabile principale del nuovo semidisastro sarebbe quello che quattro mesi fa era stato considerato forse il migliore del trionfo europeo, Jorginho: è stato lui ieri al 90' ad assumersi la responsabilità di battere il rigore che avrebbe dato all'Italia vittoria e la quasi certezza della qualificazione, è stato lui a sbagliare il terzo rigore consecutivo con la maglia azzurra (dopo l'errore in finale di Wembley e quello proprio all'andata con la Svizzera). L'Italia avrebbe vinto in rimonta dopo un avvio davvero difficile e dopo aver recuperato la gara con Di Lorenzo: poi era stato Cristante, entrato nel secondo tempo, con un perfetto lancio per Berardi a propiziare il rigore della possibile vittoria.

Ma la Svizzera aveva colto di sorpresa l'Italia con un avvio sorprendente, considerando le assenze patite da Yakin, l'importanza della posta in palio, l'appoggio del pubblico romano (52000 appassionati) e soprattutto le forze in campo. L'Italia è entrata in campo contratta e nervosa, si è aperta troppo, considerando il dinamismo ridotto dei nostri centrali, in particolare di Acerbi, in enorme difficoltà all'11° su una palla rilanciata dalla difesa svizzera sulla fascia sinistra, dove si era opportunamente spostato il veloce Okafor, impietoso nello scatto con il lentissimo difensore laziale. Poi, in area, l'attaccante del Lipsia ha atteso l'arrivo di Widmer che ha bucato Donnarumma con un gran destro. L'Italia ha accusato il colpo, diversi gli errori tecnici commessi soprattutto in mezzo al campo lì dove la diversa disposizione tattica (433 per noi, 4231 per loro) avrebbe dovuto garantire maggior densità per gli Azzurri. Ma Zakaria, centrocampista non per caso cercato da Mourinho, ha giganteggiato con Freuler tra gli impacci di Barella, Locatelli e Jorginho. In pochi minuti gli svizzeri hanno avuto altre occasioni entrando soprattutto a sinistra con Okafor e Vargas, finché al 22° un'occasione per l'Italia (destro sotto misura di Barella con miracolo di Sommer, dopo tiro dal limite di Jorginho smorzato dalla difesa) ha un po' cambiato il quadro psicologico. Al 24° ci ha provato Chiesa, impegnando Sommer in corner. Al 36° è arrivato invece il pareggio un po' a sorpresa, soprattutto per l'inattesa uscita a vuoto di Sommer sulla punizione battuta da Insigne da posizione laterale (con solito schema studiato in allenamento, con doppia finta prima del cross): bravo Di Lorenzo ad approfittare dell'errore del portiere elvetico e brivido di quasi un minuto per avere l'ok del Var (era partito in fuorigioco Belotti, ma la sua posizione è stata giudicata passiva). Nella ripresa i cambi di Mancini (dentro Berardi, Tonali, Cristante, poi Calabria e Raspadori) hanno decisamente migliorato l'Italia, la Svizzera è progressivamente calata e gli azzurri sono cresciuti, hanno sfiorato il vantaggio con Chiesa e con Insigne fino all'azione del rigore, assegnato solo in review (Taylor in prima istanza aveva considerato regolare la spinta di Garcia a Berardi) e poi sprecato da Jorginho. Sarebbe stata una beffa pazzesca se poi Zeqiri avesse segnato, quasi a porta vuota, riprendendo un contrasto di Zakaria su Donnarumma incerto in un rinvio al 93°. E invece ha svirgolato la conclusione.