La Roma a Trigoria. Monchi pure. Baci, abbracci, test fisici, bilancia, pensieri già rivolti all'Entella. Pure quelli di Monchi. Anche se il direttore sportivo giallorosso ha pure il pensiero di un mercato dove cercare di arricchire una rosa che è sicuramente migliore di quello che ha fatto vedere, ma che ha anche evidenziato carenze strutturali che bisognerà cercare perlomeno di ridimensionare. Ieri a Trigoria il dirigente spagnolo ha incontrato Di Francesco per la prima chiacchierata del nuovo anno. Di cosa avranno parlato? Rispondere di mercato è di una banalità disarmante. Eppure il ds ha fatto sapere che, almeno ieri, con il tecnico ha preferito evitare di approfondire le questioni di mercato che, peraltro, i due avevano abbondantemente affrontato prima dello sciogliete le righe per le vacanze. Monchi oltretutto in questo mercato non sembra avere nessuna fretta. La chiusura posticipata al trentuno gennaio, può consentire allo spagnolo di valutare le prossime due partite, capire meglio i tempi di recupero di De Rossi, intavolare trattative senza quella fretta che notoriamente è sempre cattiva consigliera.

Di sicuro, comunque, Di Francesco si aspetta, da qui al trentuno gennaio, almeno una novità nella sua rosa. Una novità soprattutto per il reparto di centrocampo e pure in difesa se si riuscirà a trovare una sistemazione a Marcano che faccia contenti tutti a cominciare dal giocatore (lo spagnolo avrebbe detto no a quella che gli è arrivata dal Galatasaray spiegando che non ha nessuna intenzione di trasferirsi in Turchia). Monchi in conseguenza di tutto quello che ha metabolizzato nel suo primo anno e mezzo italiano, rispetto al recente passato è piuttosto refrattario a far capire i suoi reali obiettivi, soprattutto per quel che riguarda il centrocampista che considera la priorità di questo mercato. Sempre che esca un giocatore dall'attuale rosa. Primo indiziato il croato Coric che potrebbe trovare vantaggi nell'andare a giocare da qualche altra parte (Empoli, Atalanta, Bologna, Sassuolo) piuttosto che rimanere qui a guardare i compagni andare in campo. Nel caso, anzi in ogni caso, Monchi è intenzionato a prendere un centrocampista.

Solo che, fin qui, ha sempre smentito tutto e tutti. Bennacer? Escluso. Rincon? Non lo stiamo seguendo. Sanogo? Lascia perdere. De Roon? Non è un nostro obiettivo. Ceballos? È un giocatore del Real Madrid. E via discorrendo. Allora, chi? Detto che i nomi che potrebbero interessare sono decine, considerando pure il fatto che la Roma ha libere le due caselle da extracomunitario, un nome che potrebbe risolvere l'interrogativo, è quello del brasiliano Gerson. Un altro Gerson? No, proprio quello lì, due anni nella Roma con più ombre che luci, l'estate scorsa passato alla Fiorentina in prestito. In viola il brasiliano, dopo un buon inizio, si è fermato, complice pure la formula del prestito probabilmente, da titolare è stato retrocesso a panchinaro o quasi. La Fiorentina, inoltre, in questo mercato di gennaio sta cercando un altro centrocampista (si parla di Rog del Napoli) e a quel punto per Gerson gli spazi sarebbero ancora più stretti. Non è insomma così campata in aria la possibilità che il ds viola Corvino possa dire alla Roma, perché non ve lo riprendete? È un'ipotesi da ultimi giorni di mercato, comunque, perché Monchi vorrebbe mettere a disposizione di Di Francesco un giocatore diverso, uno in grado di garantire carica agonistica, corsa ma anche capacità di giocare da mediano davanti alla difesa. In questo senso, se oggi dovessimo farvi un nome, il maggiore indiziato rimane il turco Ozyakup del Besiktas, giocatore che alla Roma ha già fatto sapere che sarebbe felicissimo di trasferirsi all'ombra del Colosseo. Il problema qui è il costo del cartellino, non inferiore ai dieci milioni di euro, cifra che al momento la Roma non è intenzionata a spendere.