La sorpresa non c'è stata. La Roma quella era, quella è rimasta. Come, peraltro, si era capito già da diversi giorni. In entrata, tutto è stato rimandato alla finestra invernale del mercato. Sperando, da qui al prossimo anno, che i tre indesiderati rimasti (a meno che per Nzonzi, Fazio e Santon non si materializzi qualcosa nei mercati che sono ancora aperti cioè Turchia, Russia, paesi arabi, Messico) o qualcuno della rosa di prima squadra (Villar e Diawara in particolare), prenda atto che per continuare a sentirsi un calciato, sia il caso di fare le valigie e salutare.

Cosa di cui, oltre a Pastore, ha preso atto Robin Olsen che ha avuto sempre un comportamento collaborativo con la società, avendo come obiettivo quello di tornare a fare il suo mestiere. Alla fine il portiere, forse spinto anche dalle parole del ct svedese che gli ha fatto capire che, non giocando, per lui sarebbe stato complicato continuare a convocarlo in nazionale, è stato accontentato. Infatti, proprio nelle ultime ore di mercato (quello inglese ha chiuso all'una italiana di ieri notte), Olsen si è trasferito allo Sheffield United con la formula del prestito con diritto di riscatto più una serie di bonus legati alle presenze (la Roma contribuirà in parte allo stipendio del giocatore). Torna in Inghilterra, dunque, non in Premier assaporata con la maglia dell'Everton, ma in quella Championship (la loro Serie B) che è uno dei campionati europei più duri e competitivi.
Niente da fare, invece, per Nzonzi, Fazio e Santon. Sono rimasti qui, pur avendo avuto la possibilità di andare a giocare con qualche altra squadra. Gli atteggiamenti dei tre non hanno fatto per nulla piacere alla proprietà. Che ha deciso che non saranno reintegrati nella rosa della prima squadra. Continueranno ad allenarsi da soli a Trigoria, ma le partite, se ne avranno voglia, le vedranno soltanto in televisione.

Una scelta, quella del mancato reintegro, che si può comprendere. Visto che Nzonzi ha rifiutato offerte economiche anche superiori al suo attuale stipendio netto che percepisce dalla Roma (tre milioni abbondanti); che Fazio, oltre a rifiutare Cagliari, Parma e Genoa, ha recapitato a Trigoria una lettera firmata da un avvocato in cui chiede di essere reintegrato altrimenti ci si vede in tribunale; e che Santon ha detto no a una squadra di Serie A (Spezia), una di Championship (Fulham) e una della serie A turca (il Sivasspor). Tutti atteggiamenti che i Friedkin e la dirigenza giallorossa non hanno nessuna intenzione di dimenticare. Nell'ultima giornata di mercato, c'è da dire che la società giallorossa è comunque riuscita a sistemare una serie di giovani: Ciervo è andato alla Sampdoria in prestito; Bouah si è trasferito al Teramo; Evangelisti e Logrieco sono stati ceduti a titolo definitivo all'Empoli.

Cessioni a parte, c'è da dire che anche nell'ultima giornata di mercato si sono susseguite le voci del possibile arrivo di un centrocampista, cioè di quel giocatore che Mourinho aveva indicato come necessario per andare a completare (anche numericamente) il suo pacchetto di centrocampisti. Alla fine, come Tiago Pinto garantiva da giorni, non c'è stato nessun arrivo. Rimandando la questione al prossimo mercato invernale quando ci saranno le idee più chiare sulle prospettive per la stagione. Mourinho farà con quello che ha. E c'è da pensare, per esempio, che almeno per il girone di Conference League (certamente non proibitivo), il tecnico portoghese possa garantire minutaggio e continuità a giocatori come Borja Mayoral, Diawara, Villar, Calafiori, Kumbulla, Reynolds, Darboe, Bove, cosa che dovrebbe consentirgli di far tirare il fiato ai titolari. Poi a gennaio, come detto, Pinto proverà a dare perlomeno un centrocampista in più a Mourinho. Ruolo per il quale, con svariate motivazioni, ieri sono circolati anche i nomi di Sergio Oliveira (Porto), Donny van de Beek (Manchester United), Sander Berge (giovane talento norvegese dello Sheffield nell'ambito di uno scambio con Olsen), Florian Grilltsch (Hoffenheim). Se ne riparlerà tra quattro mesi. Anzi, probabilmente, pure prima.