La fumata bianca c'è stata nella notte. Tammy Abraham è il nuovo centravanti della Roma. Oggi, insieme a Tiago Pinto, è previsto il suo sbarco nella capitale, atterraggio schedulato intorno alle tredici, aeroporto di Ciampino. Subito dopo farà le visite mediche a Villa Stuart (già programmate). Del resto poche ore prima della fumata bianca, chi era al tavolo della trattativa ci aveva detto come il clima fosse «positivo, ci sono solo dettagli da limare». Sono stati limati, con i rappresentanti del giocatore, nella serata di ieri, rappresentanti che hanno voluto esaminare anche le virgole di un accordo piuttosto complesso. Del resto i segnali, i sussurri, le confidenze che si erano susseguite durante il sabato londinese, portavano tutti alla felice conclusione della trattativa.

Il primo indizio forte era arrivato nella mattinata di ieri. Quando gli agenti che hanno portato avanti con successo i contatti tra i due club, hanno confidato come tra le parti, Roma e Abraham, fossero stati fatti passi avanti sostanziali per trovare l'accordo definitivo. Certo, in primis per quel che riguarda l'offerta per lo stipendio del giocatore, oltre quattro milioni più bonus per raggiungere i cinque (le voci di un ingaggio da sei netti a noi risultano del tutto infondate). Cifra molto importante, per carità, ma che grazie al decreto crescita, pure se maturasse tutti i bonus per arrivare a cinque milioni, vorrebbe dire circa sette lordi, ovvero un milione meno di quanto prendeva Dzeko al netto. Ma oltre al cash, Abraham e papà sono stati molto lusingati dalle parole di Pinto che ha spiegato come Tammy fosse al centro del nuovo progetto giallorosso. Un elemento, questo della centralità nel progetto, che probabilmente è stato decisivo.
Il secondo indizio, dopo ore in cui si erano accavallate conferme e smentite, era arrivato nel pomeriggio. Cioè quando il tecnico del Chelsea Tuchel, ha ufficializzato la formazione con cui avrebbe esordito in Premier contro il Crystal Palace. Abraham in panchina e da lì non si è mosso fino alla fine.

Il terzo indizio si era materializzato quando, più o meno alla stessa ora del Chelsea, l'Inter è scesa in campo per l'amichevole contro la Dinamo Kiev. Bene, al centro dell'attacco è stato schierato Dzeko. Il comunicato ufficiale del trasferimento del bosniaco in nerazzurro è arrivato ieri in serata, cessione gratuita con un bonus da un milione e mezzo in caso di qualificazione in Champions dei nerazzurri. Nelle ore precedenti al comunicato in cui la Roma ha voluto sottolineare come sia stato Edin a voler andare via, era stato trovato l'accordo tra il giocatore, la Roma e l'Inter per il suo stipendio di luglio e i quindici giorni d'agosto. La Roma ha preteso e ottenuto di non pagare trenta giorni per un risparmio lordo intorno al milione.

Il quarto indizio era stato il dopo partita vissuto dal centravanti a Stamford Bridge. Al fischio finale, Abraham prima è andato ad abbracciare Chaloba, cresciuto con lui nelle giovanili del Chelsea, poi molto lentamente si è diretto verso gli spogliatoi salutando i tifosi. E' sembrato davvero un addio. Dopo è andato in scena l'incontro finale con Tiago Pinto.

Che ci fossero, insomma, tutte le premesse perché si arrivasse a dama, era ormai piuttosto chiaro. Anche se, sempre nella giornata di ieri, si erano diffuse un paio di notizie (incontrollate) che mettevano in dubbio la felice conclusione della trattativa. La prima riguardava il non gradimento da parte della Roma dell'inserimento di una clausola di riacquisto a favore del club londinese. Una schiocchezza, tanto è vero che nell'accordo c'è e prevede, minimo dopo due anni, un diritto di riacquisto fissato a ottanta milioni (un'operazione che è un piccolo capolavoro). La seconda, che poteva essere più preoccupante, era che su Abraham si fosse rifatto vivo il Tottenham. Cosa non da escludere, ma con Kane ancora da cedere, impossibile da prendere in considerazione come un pericolo. A quel punto per la Roma la strada è stata tutta in discesa. Il club giallorosso, del resto, in questa lunga trattativa ha potuto sempre contare sul totale appoggio del Chelsea. Con la Roma, infatti, la società di proprietà di Abramovich, già da qualche giorno aveva trovato il totale accordo per la cessione del cartellino. Il punto d'incontro era stato fissato su una cifra da quaranta milioni, più cinque di bonus, pagabili nei prossimi cinque anni. Nessuno dei club concorrenti, a partire da Arsenal e Tottenham, è arrivato mai a queste cifre, cosa che poteva avvenire solo nel momento in cui l'Arsenal avesse venduto uno tra Lacazette e Abumeyang e il Tottenham, come detto, Kane. Ma il tempo, in chiave Abraham, stava scadendo. Il Chelsea ha detto sì, il giocatore pure. E' lui l'erede di Dzeko. Welcome, Tammy.