La risposta alla domanda "Ma qualcuno dei giocatori trattati dalla Roma è più forte di Dzeko?" deve risuonare forte è chiara: "no". Ma sarebbe più corretto dire "non ora" oppure "non ancora". Perché nel lotto dei giocatori trattabili dalla società giallorossa ci sono dei profili che stuzzicano la fantasia. E dalle capacità mostrate finora, persino dalle qualità inespresse, o non ancora completamente espresse, si intravede qui e lì lo stigma del campione. Intanto perché se in uscita va un giocatore che all'anagrafe denuncia 35 anni suonati, in entrata i profili di cui maggiormente si parlava ieri riguardano giocatori giovanissimi. Si va infatti dal classe 1997 del Chelsea Tammy Abraham (la cui strada ormai è chiusa da Lukaku, stella di prima grandezza di un reparto che annovera ancora Timo Werner, Hudson Odoi, Batsuhayi e varie, discrete mezze punte) al ‘98 Odsonne Edouard, torello del Celtic che già conosce l'Olimpico per aver festeggiato la vittoria in Europa League contro la Lazio nel novembre del 2019 confezionando l'assist decisivo per Ntcham, per finire al gioiellino svedese di provenienza eritrea Alexander Isak, classe 1999, attaccante della Real Sociedad più alto di Abraham (192 cm contro 191), ma assai più esile (77 kg contro 87), e dotato di una tecnica sopraffina che lo ha posto all'attenzione dei maggiori top team europei. L'unico più "stagionato", se così si può dire, tra i diversi obiettivi stranieri della Roma, è l'iraniano dello Zenit di San Pietroburgo, Sardar Azmoun, classe 1995, più basso di tutti i suoi concorrenti (è "appena" 186 centimetri), ma assai più spietato in zona gol. Lo scorso anno in 24 presenze nel campionato russo (totale di 1738 minuti) ha realizzato 24 reti.

Non è facile, insomma, per Tiago Pinto individuare l'attaccante giusto per raccogliere l'eredità di Edin Zeko e per non far pentire Mourinho di aver accettato l'offerta di Friedkin. Il fatto è che chi oggi vuole andare sul sicuro e trovare un attaccante più forte del bosniaco deve spendere quanto il Chelsea per Lukaku o limitarsi a sognare i vari Haaland, Mbappé, Lewandowski o Kane. Al di sotto delle mostruose valutazioni dei soliti noti, ci si imbatte in profili che in ogni caso sembrano al di fuori della portata del portafoglio di Pinto. Per dire, il più simile a Dzeko dal punto di vista tecnico potrebbe essere l'olandese del Wolfsburg Wout Weghorst, gigante da 20 gol in 34 partite di Bundesliga (l'unico arrivato quest'anno a numeri simili). Ed è anche stato accostato alla Roma anche se, per l'appunto, un investimento sopra i 30 milioni per un ventinovenne non è consigliato.

Così si torna ai baby boom di cui si parlava all'inizio. Sia chiaro, le loro valutazioni restano altissime, più vicine ai 40 milioni che ai 30, almeno per Isak e Abraham (Edouard si porterebbe via con meno di 20 milioni), ma l'età e qualche formula di pagamento agevolata, magari con un prestito iniziale, potrebbero consentire alla Roma (e soprattutto a Mourinho) di pensarci con calma. Ma di che giocatori parliamo? Tammy Abraham è uno che all'Aston Villa, in Championship ha fatto parecchio parlare di sé, realizzando 26 gol in una stagione in tutti i modi possibili: la sua stoccata di piatto davanti al portiere è una sentenza, ma sa dialogare con i compagni, non brilla nello stacco di testa, sa colpire di destro e di sinistro. Potenzialmente potrebbe arrivare dov'è arrivato Dzeko in carriera? Forse no, ma è presto per dirlo.

Isak sembra forse più dotato. Nel confronto diretto tra i due, ha numeri migliori nel gioco aereo, nei dribbling uno contro uno, nell'incisività offensiva, nella visione di gioco e nei passaggi, ma paga qualcosa dal punto di vista fisico. Lo svedese è più giovane e già gode di una quotazione migliore. E soprattutto non ha ancora avuto una chances in un club di primo livello. Il Chelsea ha rigettato Abraham e questo è un indizio. Mourinho saprebbe rigenerarlo?