Aridanga. Stavolta, però, sul serio. Perché l'Inter è tornata su Edin Dzeko. Il giocatore (insieme a Zapata) con cui a Milano si augurano di ridimensionare l'ormai certo addio a Lukaku praticamente ceduto al Chelsea per circa centoventi milioni di euro. Era una possibilità, quella del bosniaco richiesto da Marotta, che da giorni circolava, ma che sia la Roma che l'entourage del centravanti continuavano a smentire. Sostenendo, la società, che il futuro del giocatore era nelle sue mani ed Edin che, con l'arrivo di Mourinho, aveva riacquistato l'entusiasmo di vestirsi di giallorosso.
Tutto, invece, è cambiato nelle ultime ventiquattro ore. C'è stato infatti un prolungato contatto tra il procuratore di Edin, Alessandro Lucci, e la società nerazzurra. Contatto in cui i dirigenti nerazzurri hanno prospettato alla controparte la possibilità di un contratto biennale (pare più un'opzione per un terzo anno) per Dzeko a oltre cinque milioni netti, più una serie di bonus piuttosto facili da centrare per portare tutto il cucuzzaro a sei. Lucci, ovviamente, ha fatto il suo mestiere, rispondendo che si può fare. Facendosi anche forza su quanto, fino a qualche settimana fa, la Roma gli aveva detto. Cioè se trovi una società intenzionata a mettere a bilancio l'ingaggio del bosniaco (oltre quattordici milioni di euro lordi per la prossima stagione che poi sarebbe l'ultimo anno dell'accordo con la Roma), noi siamo disponibili a lasciarlo andare per una cifra simbolica o quasi. A queste condizioni, ora è tutto nelle mani di Dzeko. Cioè toccherà al giocatore decidere se dire sì all'Inter (e alla Champions League), oppure scegliere di andare alla naturale scadenza del contratto e, poi, tra dodici mesi, scoprire chi si farà avanti senza spendere un euro per il cartellino. Ci sarebbe, per la verità, anche una terza opzione. Cioè la Roma che decide di offrirgli un prolungamento contrattuale per un'altra stagione. Ma questa possibilità a Trigoria non è presa in considerazione, almeno fino alla fine di questa stagione, anche se il feeling nato con Mourinho a qualcuno fa dire che ci penserà poi il tecnico portoghese a convincere la società a prolungare di un anno l'accordo con il bosniaco.