Rui Patricio e la Roma si vogliono. Premessa indispensabile per concedere alla trattativa molti più margini di quelli che appaiono a prima vista. Le schermaglie fra i due club che sembrano aver messo l'affare in stand-by sono ormai note: il Wolverhampton chiede dodici milioni, i giallorossi sono disposti a offrirne più o meno la metà. Una proposta che poggia su tre solide basi: il gradimento del giocatore, l'età non più di primissimo pelo (33 anni) e la scadenza del suo contratto con gli inglesi fra un anno. Dal canto loro, i Wolves fanno valere il potere economico della Premier League e soprattutto l'affidabilità e l'esperienza internazionale del portiere.

Proprio Rui due giorni fa ha dato un saggio delle proprie potenzialità, sfoderando contro la Francia due splendidi interventi (su Pogba e Griezmann) nel breve spazio di pochi secondi, che hanno permesso al suo Portogallo di restare in pista e portare a casa la qualificazione agli ottavi. Un duplice miracolo che ha richiamato alla memoria quelli dell'ultima edizione degli Europei (vinti da Ronaldo e compagni, in cui il portiere fu grande protagonista) e catturato l'attenzione di tutti, ma non ha fatto certo il gioco della Roma. In ogni caso il prescelto da Pinto e Mourinho è il connazionale e alla fine per stringere (se non per colmare) la forbice che separa l'offerta giallorossa dalla domanda degli inglesi interverranno i bonus.

Nei giorni scorsi è circolato anche il nome di Gollini, gestito dallo stesso agente di Mancini e Cristante, ma per l'atalantino i costi sono anche superiori e potrebbe entrare soltanto in uno scambio (Florenzi piace a Bergamo). Per ora comunque si è trattato più di un pour parler che di una trattativa vera e propria.