Ci siamo quasi. L'attesa di José Mourinho sta per terminare. Quella appena cominciata sarà l'ultima settimana con l'allenatore designato ancora a distanza, poi l'era dello Special One potrà prendere ufficialmente il via. Il tecnico deve rispettare gli impegni presi in tempi non sospetti con diversi media inglesi per i quali sta commentando gli Europei. Poi quei pensieri che ha già rivolto alla Roma a più riprese anche da Londra, diventeranno realtà. Proprio in coincidenza con l'inizio del contratto messo nero su bianco col club giallorosso lo scorso 4 maggio. Per evitare slittamenti di date ed essere a disposizione nei tempi previsti, Mourinho si è recato nel suo Paese natio, il Portogallo, dal quale non sono previste restrizioni per venire in Italia. Al contrario di quanto accade per gli arrivi dall'Inghilterra, soggetti a una quarantena che (per il momento) consta di cinque giorni. Nulla può essere affidato al caso.

Nei primi giorni del prossimo mese il nuovo allenatore sarà presentato alla stampa, mentre per ora sono escluse kermesse di altro genere. Poi, da martedì 6 luglio, si comincerà a fare sul serio. Come preannunciato dallo stesso JM su Instagram, è quella la data prevista per il raduno. Le prime ore saranno dedicate ai primi cicli di tamponi (il vaccino non è obbligatorio e la società non ha dato indicazioni a riguardo ai propri tesserati), per passare in seguito alle rituali visite mediche che scandiscono l'inizio di ogni stagione. Il ritiro vero e proprio si svolgerà al centro sportivo "Fulvio Bernardini", nel solco di una scelta già attuata negli ultimi anni e che si è rivelata utile dal punto di vista lavorativo come da quello logistico. Le strutture di Trigoria sono all'avanguardia e restando nella Capitale i giocatori non sono costretti ad allontanarsi a lungo dalle rispettive famiglie. Inoltre in tempi post-pandemici, la vicinanza col Campus Bio-medico costituisce un altro punto a favore dell'opzione "casalinga".

La prima fase di preparazione durerà intorno alle tre settimane. Fin dal primo giorno con il pallone, come da consolidate abitudini dello Special One, che in questo modo rende più appetibile il lavoro per i suoi uomini. E a meno che Pinto non riuscirà a piazzare parte dei giocatori considerati in esubero, Mourinho allenerà un gruppo in formato extralarge: fra gli elementi attualmente in rosa e i rientri dai prestiti, il numero potrebbe abbondantemente superare le trenta unità. A questi si aggiungeranno in un secondo momento anche i calciatori attualmente impegnati a Euro 2020: oltre a Spinazzola e Cristante, fra i calciatori di proprietà della Roma ci sono anche Florenzi, Olsen e Ünder. Gli ultimi tre figurano in un'ipotetica lista dei cedibili, ma finché non troveranno un'altra sistemazione lavoreranno in giallorosso. Tutti i nazionali (compresi quelli che eventualmente potranno essere reperiti sul mercato) godranno però di una ventina di giorni di riposo suppletivo e potrebbero quindi saltare buona parte del ritiro a Trigoria, o anche tutto se le rispettive selezioni dovessero arrivare in fondo al torneo. Fatta eccezione ovviamente per rientri anticipati volontariamente.

La preparazione vivrà però anche una seconda fase, con una durata variabile fra la settimana e i dieci giorni (fino alla prima settimana di agosto), che si svolgerà all'estero. In quel periodo la nuova Roma targata Mou affronterà le prime gare amichevoli di un certo livello (probabile qualche test anche nella fase romana, ma contro squadre di seconda fascia) con avversari internazionali. Tre o quattro le sfide previste e anche in base alle squadre disponibili ad affrontare i giallorossi, sarà scelta la sede del ritiro-bis, che non necessariamente si svolgerà in una località montana, come ipotizzato in un primo tempo. Le ipotesi logistiche riguardano il Portogallo di Mourinho e Pinto, l'Austria, la Svizzera. Ma nessun Paese europeo è escluso, varianti Covid permettendo. Quello che appare certo è che non ci saranno tournée extra-continentali, né in America, né altrove. L'arrivo della nuova guida è alle porte, poi sarà tempo di rimboccarsi le maniche e lavorare.