AS Roma

Per Pellegrini niente Europeo: ora la trattativa per il rinnovo

Il romanista ko per un problema al flessore. Il 7: «Che amarezza». La Roma: «Forza Lorenzo!». Dalla Spagna: «C’è il Barça», ma Lorenzo vuole restare

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
11 Giugno 2021 - 09:42

Niente da fare. Lorenzo Pellegrini deve arrendersi al problema muscolare che lo ha tormentato nelle scorse settimane e dire addio agli Europei. Il forfait proprio alla vigilia dell'esordio azzurro, nella sua città, nel suo stadio. Colpa di una lesione al flessore della coscia sinistra, fra primo e secondo grado, quel tanto che basta per tenerlo fuori dai giochi proprio nel periodo di svolgimento della rassegna continentale. Durante l'allenamento di mercoledì, il numero 7 ha avvertito il riacutizzarsi dell'infortunio subito nel corso dell'ultimo derby, si è sottoposto agli esami strumentali del caso e la diagnosi si è rivelata quella temuta.

Ovvia la delusione nelle prime parole del giocatore, affidate ai social: «Purtroppo questo maledetto problema alla coscia non mi permetterà di giocare questo Europeo. L'amarezza in questo momento è molta, ma è proprio ora che bisogna stringersi ancora di più e fare il tifo per questo gruppo fantastico di uomini veri che di sicuro darà l'anima ogni partita dall'inizio alla fine. Io ci credo. Forza ragazzi, Forza Italia. Tutti insieme». Immediato il tweet di conforto della Roma: «Forza Lorenzo».

Il romanista torna a casa, al suo posto richiamato Castrovilli fra i 26 azzurri a disposizione di Mancini per il torneo. «Dispiace per l'infortunio di Pellegrini, come giocatore e come ragazzo - ammette il ct - È triste lasciare l'Europeo così all'ultimo giorno. In allenamento stava benissimo. Era un giocatore importante per noi. Lorenzo può ricoprire tanti ruoli, come lo stesso Sensi. C'è grande dispiacere, entrambi avrebbero meritato di giocare. Ma fa parte del nostro lavoro e può capitare». Il Capitano giallorosso è sempre stato tenuto in grande considerazione da Mancini, che ne apprezza la duttilità tattica e lo ha schierato da mezzala - sfruttando il suo dinamismo e le capacità di inserimento senza palla - come da trequartista, capace di svariare su tutto il fronte offensivo e al contempo di fare da raccordo con la mediana. Talmente forte la fiducia del selezionatore nei suoi confronti, che Pelle era entrato nei preconvocati da infortunato e prima dell'ultima noia non ha mai rischiato di essere escluso, anche se per precauzione non ha disputato le amichevoli di preparazione a Euro 2020.

Accantonati forzatamente gli impegni con la Nazionale, il romanista stilerà il proprio programma di recupero con lo staff sanitario del club (in stretto contatto con quello azzurro dopo il ko del giocatore) e deciderà nelle prossime ore se utilizzare questi giorni per andare in vacanza. Con la Roma era stato fissato l'incontro per discutere il rinnovo al termine degli Europei - dopo due tentativi andati a vuoto in inverno e a fine campionato - ma la situazione attuale potrebbe anticipare i tempi. Il Capitano ha il contratto in scadenza fra un anno e una clausola rescissoria, valida fino al 31 luglio, a una cifra tutto sommato abbordabile per i top club (30 milioni). Su chiunque altro sarebbe indice di pericolo. Pellegrini però è legatissimo ai colori che indossa e per cui tifa fin da bambino, e non ha intenzione di attivarla. Anche se proprio ieri è rimbalzata dalla Spagna una voce di mercato che lo riguarda. El Mundo Deportivo, sempre molto attento alle vicende del Barcellona, ha titolato in prima di un assalto blaugrana al romano. Il Psg ha appena soffiato Wijnaldum ai catalani, Pjanic è segnalato in partenza e come sostituto ideale è stato individuato proprio il ragazzo cresciuto a Trigoria. Ma la Roma non è disposta a trattare (tantomeno per eventuali sconti sulla clausola come ventilato dal quotidiano spagnolo) e fin dal suo insediamento Pinto ha sempre dichiarato che il nuovo progetto tecnico avrebbe avuto il numero 7 come perno. Lo stesso ingaggio di Mourinho certifica che le ambizioni del club sono elevate. E se è vero che le varie successioni ai vertici della direzione sportiva e lo stesso cambio di proprietà hanno portato la trattativa fin troppo vicino alla scadenza, è anche vero che le volontà reciproche coincidono nel proseguire insieme.

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