Se esistesse una classifica ideale degli uomini-simbolo del biennio fonsechiano, Gianluca Mancini occuperebbe senz'altro le prime posizioni. Arrivato in giallorosso insieme al tecnico come uno dei primissimi acquisti dell'estate 2018, il numero 23 è diventato fin dalle prime battute dell'esperienza del portoghese nella Capitale uno dei suoi fedelissimi. Fra i più continui per rendimento, l'ex atalantino è anche riuscito a mettere insieme un consistente bottino di presenze. Questa sera a La Spezia il difensore toccherà quota 82 nelle due stagioni da romanista, equamente suddivise fra la scorsa annata e quella che sta per chiudersi. E già questo può essere considerato un piccolo successo personale, in una squadra incessantemente falcidiata dagli infortuni.

Proprio nelle fasi di massima emergenza, disponibilità, spirito di gruppo e duttilità sono state fra le principali doti che lo hanno reso indispensabile per l'allenatore. Il primo anno con tutto o quasi il centrocampo in infermeria e uno Smalling nella sua versione migliore, Fonseca ha chiesto a Mancini di adattarsi a giocare nella cerniera mediana a protezione della difesa. Detto fatto. Gianluca non ha fatto una piega e memore dei suoi trascorsi nelle giovanili della Fiorentina da fulcro della manovra, ha disputato una serie di partite di alto livello in una posizione che da professionista rappresentava pur sempre un inedito.

Nella stagione in corso il reparto più funestato dalle assenze si è rivelato invece quello arretrato. Lo stesso Smalling, acquistato a furor di popolo dopo l'anno in prestito per rivestire i panni del leader, si è visto pochissimo. Fazio e Jesus sono sempre rimasti ai margini. Le incertezze di Ibanez e i guai fisici di Kumbulla hanno fatto il resto. E nella linea a tre (che è stata schierata in 48 delle 52 gare disputate finora dalla Roma) è toccato spesso a Cristante adattarsi al centro.

Ma uno dei due cosiddetti "braccini" è sempre stato Mancini, assente soltanto per squalifica o quando ha rimediato un piccolo problema muscolare, a cavallo fra fine novembre e inizio dicembre scorso. Per il resto, Fonseca lo ha risparmiato unicamente in occasione della recente trasferta di Torino, a obiettivi primari in campionato già ampiamente compromessi e a poche ore dalla dispendiosissima sfida di coppa con l'Ajax. Il 23 è purtroppo mancato a Old Trafford, dopo aver ampiamente dimostrato di essere un fattore anche in Europa League. La rete rifilata allo Shakhtar, dopo le 4 già messe a segno in Serie A, lo ha portato a raggiungere livelli realizzativi toccati soltanto nella macchina da gol Atalanta. Ma al di là del contributo in attacco, Gianluca è diventato elemento imprescindibile nel proprio ruolo. Una crescita anche di personalità, che gli perfino ha fruttato la fascia. Oltre alla certezza del suo nome come punto fermo anche per la squadra che verrà.