Improbabile, non impossibile. Improbabile, ma non impossibile che ci sarà bisogno di ricorrere al sorteggio per stabilire chi tra Roma e Sassuolo potrà partecipare alla prossima Conference League. E, allora, lo urliamo subito con tutto il fiato in gola: no, per favore, il sorteggio no! Improbabile (non impossibile) perché Roma e Sassuolo potrebbero vedersi costrette ad affidare il proprio futuro al più brutto dei verdetti qualora domani dovessero centrare due risultati in tandem: pareggio della Roma a La Spezia (0-0, 1-1, 2-2, 3-3) e vittoria degli emiliani sulla Lazio con quattro gol di scarto (4-0, 5-1, 6-2, 7-3). In quel caso, tutto sarebbe in parità: punti, scontri diretti e differenza reti. Non resterebbe, perciò, che che il sorteggio per determinare il settimo posto. Improbabile, non impossibile. E, ancora una volta, lo ribadiamo: no, per favore, il sorteggio no! Perché conoscendo la storia della Roma sarebbe un'inutile perdita di tempo in attesa di un verdetto scontato; perché lo sanno anche i bambini che quando c'è di mezzo la fortuna la Roma non è, non lo è mai stata, protagonista in positivo. Inutile rivangare antichi ricordi di monetine lanciate in aria e ricadute a terra dalla parte sbagliata: è così, punto e basta.

Ecco perché l'ultima Roma di Paulo Fonseca deve farci una grande cortesia: vincere a La Spezia. Evitandoci così di controllare minuto per minuto ciò che sta accadendo a Reggio Emilia. Chiediamo troppo? In realtà, è un po' (tanto) triste fare questi discorsi alla fine della stagione, ma adesso il convento passa questo. Inutile storcere la bocca. C'è da conquistare (almeno) un posto nell'ultima Europa, ora non c'è niente di meglio e anche questo traguardo di (grossa) consolazione non può essere lasciato a un avversario.

Comunque andranno domani le cose, però, l'annata della Roma verrà ricordata come una delle più buie degli ultimi decenni. L'unica consolazione, è sapere che da lunedì prossimo tutto verrà messo nel dimenticatoio, e che comincerà un'altra era. L'era dello Special One. Occhio, però: se a Mourinho non verranno dati i giocatori giusti, tra un anno – probabilmente – saremo di nuovo qui a fare i discorsi di oggi. La rosa va profondamente ristrutturata con gente forte sotto il profilo tecnico e soprattutto mentale. La Roma vista nei mesi passati è sembrata psicologicamente fragile, troppo spesso in balia delle proprie paure e dei propri limiti. Mou dovrà innanzi tutto darle una nuova anima. Non sarà facile, certo; sarà obbligatorio provarci, però.