C'erano due ragazzi che si scaldavano guardando la panchina, lo scorso 10 dicembre, a Sofia, in una partita inutile, per una Roma già aritmeticamente certa del primo posto nel girone di Europa League: Bove e Ciervo. Ci rimasero male, quando la partita finì: c'erano 8 infortunati, 5 titolari erano rimasti a casa, Zalewski aveva il Covid, Darboe non era in lista Uefa, come Podgoreanu, Providence e Feratovic, era davvero difficile immaginare condizioni migliori per un esordio. Che infatti, in assenza di Spinazzola e Calafiori, toccò all'ivoriano Bamba, attaccante adattato come laterale di sinistra: partì titolare quel giorno, cosa che quest'anno in Primavera non è mai capitata. Bove e Ciervo niente, con tutto che per De Rossi sono due punti fermi: c'era ancora un cambio e un'interruzione, Fonseca scelse di non avvalersene. Anche con lo United i due erano in panchina, anche lì il quinto cambio non fu utilizzato, anche se il contesto era decisamente diverso, e la Roma doveva a tutti i costi salvare l'onore (e le interruzioni erano finite: l'unica chance sarebbe stato far diventare triplo il cambio di Zalewski e Borja, al 31', abbassando ulteriormente l'età di una squadra che non poteva permettersi di perdere).

Destini diversi

Due giorni dopo Ciervo (che era in panchina a Marassi, quando debuttò Darboe) era in campo al Tre Fontane contro la Spal Primavera, Bove in tribuna, come Zalewski e il gambiano: Fonseca aveva chiesto di preservarli. Con il Crotone li ha messi in campo tutti e tre: scontato che i due che avevano fatto così bene contro lo United facessero minuti contro una squadra già retrocessa, Bove ci sperava, ma nel calcio non si sa mai. A 11' dalla fine Darboe ha accusato un sovraccarico muscolare, e Fonseca ha approfittato dell'ultima interruzione per buttarlo dentro, insieme a Zalewski, che ha sostituito Cristante. Pellegrini, passato all'ala destra con l'ingresso di Pastore, ha lasciato le sue mansioni al suo protetto Zalewski e si è piazzato in mediana: alla sua sinistra c'era Bove. Che quest'anno, in Primavera, ha giocato spesso da trequartista, interpretando il ruolo "alla Perrotta": da anni faceva la mezzala, segnalandosi per il tempismo negli inserimenti offensivi. Ed è sempre stato molto considerato: ha vestito l'azzurro con l'Under 16 e l'Under 18 di Nunziata (che, con decisione sorprendente, non lo portò al Mondiale in Brasile, dopo che aveva ben figurato nelle ultime amichevoli), in Primavera ha debuttato sotto età nel 2018-19. Fece 5 presenze quell'anno, più di tutti i 2002, inclusi Zalewski, Milanese, e il capitano attuale Tripi (fuori classifica Calafiori, che si ruppe il ginocchio), poi tornò con l'U17, con cui perse lo scudetto in finale, con l'Inter.

La scorsa estate stagione - saltando per un infortunio al piede dicembre e gennaio - l'ha chiusa con 14 presenze e 3 gol: si parlò di mandarlo a giocare, del Monza in B, alla fine rimase. Ma ad agosto dovette operarsi per una microfrattura al quinto metatarso: il 7 marzo 2020 era titolare contro l'Inter, accanto al fuoriquota Diawara, tra doppia sospensione causa Covid e infortunio è tornato dal primo minuto il 25 gennaio 2021. Il 24 aprile l'unico gol di quest'anno: contro la Lazio. Arrivato alla Roma 11enne dalla Boreale, maglia numero 52 coi grandi assegnata già lo scorso anno, Bove è il quarto giocatore della Primavera per presenze, dietro Darboe, Tripi (che ieri si è allenato con Fonseca, come Ciervo) e Zalewski, e con il Crotone ha avviato l'azione del 5-0, servendo il polacco di Tivoli, che ha poi mandato in porta Mayoral: a 19 anni (li farà domenica) con un contratto da poco rinnovato fino al 2024, è pronto per andare a giocare.