E adesso? Domanda che ci sta dopo un paio di giorni dalla deflagrazione Mourinho sulla panchina della Roma. Operazione fantastica, con ripercussioni che hanno portato il club giallorosso sulle prime pagine di tutto il mondo a conferma di come il nome del portoghese costituisca un veicolo comunicativo e commerciale che non ha eguali nel mondo del calcio. Inevitabile, in ogni caso, oggi domandarsi che Roma abbia in testa il tecnico portoghese. Di sicuro ambiziosa, pur nella consapevolezza di un momento economico difficilissimo per tutti i club di calcio. Per il resto si dovrà aspettare la fine di questa stagione. Mourinho fino a quel momento ha deciso, e detto, che rimarrà dietro le quinte soprattutto per il grande rispetto che ha del lavoro di Fonseca. Solo dopo si potrà cominciare a capire quali saranno le scelte per costruire la sua prima Roma. Qualcosa, comunque, si può già anticipare.

Il suo staff

Il tecnico portoghese arriverà a Trigoria con quattro collaboratori. Come vice lo seguirà Joao Sacramento. Il preparatore atletico sarà Carlos Levin (e speriamo che sia più fortunato rispetto ai precedenti almeno per quel che riguarda gli infortuni); il match analyst sarà un romano e tifoso romanista, Giovanni Cerra, sicuramente il più felice per la scelta del suo capo. Ha raccontato che da quando lavora con il portoghese, solo una volta gli ha chiesto un giorno di esenzione dal lavoro, giorno che era quello della partita d'addio di Francesco Totti, gara che Cerra ha seguito in Curva Sud piangendo a dirotto come qualsiasi altro tifoso giallorosso. Infine con Mourinho arriverà anche un preparatore dei portieri, Nuno Santos. Questo arrivo potrebbe voler dire l'addio di Marco Savorani (in scadenza di contratto) alla Roma.

La rosa attuale

Lo Special One già la conosce bene, ma considera decisive le prossime cinque partite che i giallorossi dovranno affrontare. Decisive perché vuole verificare soprattutto l'atteggiamento con cui i giocatori le giocheranno, cioè capire se l'annuncio del suo arrivo abbia avuto l'effetto di far scattare la molla dell'orgoglio. Per ora, sempre per il rispetto che vuole avere nei confronti del lavoro di Fonseca, non contatterà nessuno della rosa attuale. Soltanto alla fine del campionato sentirà i calciatori. Non di persona perché ci saranno le vacanze e gli Europei, ma telefonicamente conta di confrontarsi con tutti. Non è neppure escluso che, sempre dopo la conclusione della stagione, possa parlare con Fonseca, avendo come obiettivo quello di farsi fare una relazione dettagliata su comportamenti, atteggiamenti, qualità tecniche e tattiche di tutti i giocatori.

I prestiti di ritorno

Florenzi a parte (il Psg lo può riscattare per nove milioni di euro ma al momento non ha fatto sapere niente), per tutti gli altri Mourinho vuole capire con che tipo di entusiasmo torneranno a Trigoria. Kluivert, per dire, è un ragazzo di cui il portoghese ha buona stima, il tecnico potrebbe anche decidere di chiedere alla società di tenerlo. Per Ünder è più facile un semaforo verde per la cessione, così come per Olsen. Mentre, invece, udite udite, Nzonzi potrebbe essere un giocatore di cui potrebbe chiedere la conferma.

Obiettivi di mercato

Non ci uniamo al totonomi che si è già scatenato. Per il semplice fatto che non sappiamo quali siano state le richieste dello Special One. E, aggiungiamo, chi dice di conoscerle abbiamo il sospetto che potrebbe essere accusato di millantato credito. Di sicuro, per quanto ci riguarda, possiamo dire che un portiere arriverà. Così come un centrocampista e probabilmente un difensore centrale. C'è anche da aggiungere che nelle prossime settimane si dovrà capire il futuro di Smalling e Mkhitaryan, i due giocatori che Mou ha avuto all'United. Con entrambi i rapporti furono piuttosto complessi. Il difensore, comunque, ha un contratto per altri due anni mentre l'armeno non ha ancora firmato il rinnovo. E come procuratore ha Mino Raiola che, dicono i bene informati, non è in buoni rapporti con Jorge Mendes, il procuratore di Mourinho.

Brand Josè

Si è parlato dell'impossibilità della Roma di sfruttare il brand Mourinho, registrato quasi in tutto il mondo, perché sarebbe ancora in corso un contratto firmato con il Chelsea nell'ormai lontano 2005. A noi non risulta che sia così. Nel senso che l'immagine del portoghese è curata dalla Caa Sports (un colosso in questo campo) in collaborazione con la Polaris Sport che è la divisione commerciale di Jorge Mendes. Che, oggi come oggi, più che un procuratore è una multinazionale con numeri da applausi a scena aperta.