Il tracollo giallorosso è stato certificato dall'ultima settimana: nell'arco di otto giorni, la Roma ha incassato tre sconfitte, ognuna delle quali a modo suo pesante. La prima, il 3-2 di Cagliari, metteva di fatto una pietra tombale sulla qualificazione alla prossima Europa League tramite il campionato; la seconda, il 6-2 di Old Trafford, chiudeva virtualmente ogni speranza di raggiungere la finale della suddetta coppa, riconsegnandoci una squadra logorata mentalmente e non solo (si vedano gli infortuni di Veretout, Pau Lopez e Spinazzola ancor prima dell'intervallo); la terza, arrivata due giorni fa a Marassi, mette a rischio addirittura il settimo posto, che varrebbe l'accesso alla prima edizione della Conference League, dato che il Sassuolo è a soli due punti.

Quanti passi falsi

Del resto, se fino a dieci giorni fa il cammino europeo degli uomini di Fonseca era stato esaltante, i segnali arrivati dal campionato erano preoccupanti da ben prima. Dal pari in casa del Benevento del 21 febbraio (gara arrivata tre giorni dopo il successo nell'andata dei sedicesimi di Europa League contro il Braga) ad oggi, i giallorossi hanno perso quattro posizioni in classifica, passando dal terzo al settimo posto. Le fatiche continentale non possono giustificare questo rendimento, e lo stesso dicasi per gli infortuni: la Roma, in questa seconda parte della Serie A, non ha mai mostrato la brillantezza vista nel girone d'andata, quando le difficoltà emergevano soltanto contro le cosiddette big.

I numeri del girone di ritorno giallorosso del resto parlano chiaro, emettendo un verdetto impietoso: nelle quindici partite disputate dal giro di boa, Pellegrini e compagni hanno raccolto diciotto punti. La media, pari a 1,2 a gara, è da medio-bassa classifica. E infatti la Roma è undicesima nella classifica parziale che va dalla ventesima alla trentaquattresima giornata, a pari merito con Genoa e Cagliari, che però hanno una differenza reti migliore rispetto alla nostra. Insomma, sulla base del rendimento avuto in campionato da fine gennaio in poi, la squadra allenata da Paulo Fonseca si attesta in tredicesima posizione, con 17 gol segnati e 21 subiti; il Cagliari, in piena lotta per la salvezza, ne ha realizzati lo stesso numero, subendone però uno in meno; il Genoa, destinato a una salvezza senza troppi patemi, ne ha incassato uno in più dei giallorossi (22), ma ne ha anche realizzati quattro di più (21).

Il ko di Marassi è l'undicesimo in questo campionato (compreso lo 0-3 a tavolino contro il Verona della prima giornata) e il terzo nelle ultime quattro partite. Il pareggio casalingo con l'Atalanta è l'unico punto conquistato negli ultimi quattro turni: lo stesso ruolino di marcia del Benevento, per capirci; soltanto il Parma ha fatto peggio (quattro sconfitte). La vittoria manca dall'11 aprile, quando un gol di Mayoral ha permesso alla Roma di battere 1-0 il Bologna. Ora, oltre al ritorno con lo United, ci aspettano il Crotone già retrocesso all'Olimpico, l'Inter a San Siro, il derby e la trasferta contro lo Spezia. Il Sassuolo, che ci insegue a due punti, è atteso da Genoa, Juventus, Parma e Lazio. L'eventuale sorpasso da parte degli emiliani estrometterebbe i giallorossi anche dalla terza, neonata competizione europea: un disastro che a Trigoria non possono permettersi e che nessuno si augura.

Il paragone con il passato

Il ruolino di marcia nelle quindici gare di questo girone giallorosso è il peggiore fatto registrare dalla Roma nelle ultime sedici stagioni. Da quando il massimo campionato italiano è a venti squadre, soltanto una volta si è riusciti a far peggio in termini di punti: era il 2004-05, prima la prima stagione della Serie A con il nuovo formato. Una stagione travagliata per la Roma, che cambiò quattro allenatori e ottenne la salvezza aritmetica soltanto alla penultima giornata: allora, tra la ventesima e la trentaquattresima giornata, Totti e compagni raccolsero tredici punti, cinque in meno rispetto a quanto fatto quest'anno. Un rendimento simile a quello attuale lo ebbe Luis Enrique nel 2011-12 (19 punti), ma nel primo anno della proprietà americana le attenuanti erano sicuramente maggiori.