Sembra quasi che tutto cambi ma in realtà poco cambia. Nel girone d'andata la Roma affrontò il Cagliari per riprendersi dalla sbornia con l'Atalanta: finì 3-1 contro il Cagliari di Di Francesco schierato con un inusuale 352 che complicò per un po' il compito dei giallorossi ma alla fine Dzeko e Mancini aggiustarono il risultato e la Roma si permise di passare le feste di Natale addirittura sul terzo gradino della classifica, alle spalle di Milan e Inter. Un girone dopo un'altra mezza sbornia con l'Atalanta è stata smaltita direttamente sul campo, e c'è mancato poco che non fosse la Roma ad ubriacare i nerazzurri alla fine. Ma lo stesso la squadra giallorossa vuole riprendere a vincere contro il Cagliari che sarà schierato con un altro 352, stavolta però con Semplici in panchina e non più Di Francesco. Facile a dirsi, difficile a farsi. Sarà inevitabile per chi andrà in campo, e soprattutto per chi resterà fuori, riservare qualche energia nervosa al pensiero di quello che potrà accadere tra quattro giorni, nel teatro dei sogni che per i romanisti è stato anche il teatro degli incubi, Old Trafford.

Oggi (calcio d'inizio ore 18) in uno stadio un po' meno esotico e comunque generalmente ostile ai giallorossi, la Roma per così dire bis non avrà un compito facile. Il Cagliari è strenuamente impegnato nella lotta per non retrocedere e se fino a pochi giorni fa le speranze sembravano ormai svanite, la doppia vittoria negli ultimi due turni di campionato con abbondanti segnali del destino (il sorpasso al Parma nei minuti di recupero sarà inevitabilmente raccontato come la svolta della stagione se il Cagliari dovesse salvarsi) ha riattivato l'adrenalina dell'entusiasmo e purtroppo le motivazioni per i giallorossi non saranno altrettanto forti, se non quelle che attengono alla tigna e all'orgoglio. In classifica la Roma vaga in una posizione difficilmente modificabile: tre punti sopra il Sassuolo, tre punti sotto la Lazio (con una partita in meno). Nessun risultato oggi cambierebbe di molto questa realtà ma di sicuro una sconfitta renderebbe incombente il rischio del recupero della squadra di De Zerbi, alla quarta vittoria di fila, e certo la vittoria darebbe un bel segnale di ripresa in vista delle ultime sfide.

Logico però che la mente sia puntata soprattutto sull'evento che si vivrà nei prossimi due giovedì con la doppia sfida al Manchester United. Il Cagliari per salvarsi ha ancora bisogno di un'impresa. Nelle prossime cinque sfide, due sembrano assai complicate (in casa del Napoli e del Milan) e tre scontri diretti con Benevento, Fiorentina e Genoa. Prima delle ultime due vittorie aveva perso quattro partite di fila, ma senza mai ammainare la bandiera della speranza. A vederla da osservatori esterni il Cagliari ha vissuto forse una delle stagioni più sfortunate della sua storia. Ne sa qualcosa Di Francesco, alla terza delusione consecutiva dopo quella con la Sampdoria e il divorzio dalla Roma. Quanto ai giallorossi, il calendario di Serie A prevede ancora tre trasferte (in casa della Sampdoria, dell'Inter e dello Spezia) e due confronti casalinghi con il Crotone e la Lazio.

L'anno scorso la Roma vinse alla Sardegna Arena di fronte a 14.848 tifosi. È stata l'ultima partita giocata dei giallorossi di fronte al pubblico. Sull'isola il virus non era ancora sbarcato, ma in Italia si cominciava a parlare di pandemia. Fu l'inizio dell'incubo dal quale non siamo ancora usciti. Vinse la Roma 4-3, in una partita piena di alti e bassi, con Olsen che sembrava un muro invalicabile, il gol beffa di Joao Pedro, la risalita della Roma con una doppietta di Kalinic e il gol di Kluivert, e poi ancora Joao Pedro in tap-in dopo il rigore respinto da Pau Lopez e infine il 4° gol di Mkhitaryan prima di un altro angosciante finale che riavvicinò pericolosamente i padroni di casa al pareggio. Fonseca, peraltro, con il Cagliari finora è ancora imbattuto: due vittorie e un pareggio.