«Quando perde una partita, dà sempre la colpa ai calciatori». «Dopo il Sassuolo ha difeso la squadra, così non si va da nessuna parte». Di sicuro, in ogni caso, Paulo Fonseca va a quel paese, così raccontano presunte dettagliate cronache di uno spogliatoio che lo avrebbe inondato di vaffa per le dichiarazioni di difesa del gruppo dopo il pareggio con la squadra di De Zerbi. Roba che suona perlomeno strana, illogica, denigratoria di un allenatore che, per carità, le sue colpe ce l'ha, ma che da queste parti pare proprio abbia fatto il suo tempo. Come, del resto, è capitato a quasi tutti i suoi predecessori, imputati da tribunali di disonesti che si mascherano da innamorati della Roma. Anche per questa ragione ci piace dire che il futuro ora è l'Ajax, sognando e immaginando un Fonseca che alza la coppa dell'Europa League nel cielo sopra Danzica per poi mandare a fanculo tutti. Perché, lo sa pure lui, il suo tempo a Trigoria sembra scaduto. Come fa, sbaglia. Come dice, risbaglia.
Per questi motivi chiamiamoli ambientali che certo non appartengono a questo giornale, la questione allenatore del prossimo anno (e ci auguriamo per molte stagioni) non può non essere affrontata. Lasciando da parte confidenze, chiacchiere, sussurri che ormai da qualche mese (diciamo pure dall'inizio della stagione basta andare a rileggere le collezioni dei giornali che pubblicavano gli schemini con la Roma di Allegri) si susseguono con cadenza quotidiana. Anche a noi più di qualcuno ha mormorato all'orecchio parole in cui si garantiva che l'allenatore della Roma sarà… Rimangono nelle nostre orecchie, almeno fino a quando non saranno verificate e accertate.

Di sicuro, per ora, si può dire che i Friedkin in prima persona, si stanno guardando intorno per cercare di individuare l'uomo giusto da mettere al posto giusto per cominciare a progettare una nuova Roma, in grado di riconciliare una piazza devastata anche da troppi venditori di fumo. Noi diremo quello che sappiamo. E allora crediamo di non scoprire l'acqua calda, dicendo che l'intenzione della nuova proprietà è quella di dare un contorno importante al prossimo mercato soprattutto attraverso la scelta del nuovo allenatore. Un grande allenatore. E i nomi che ormai sono sulla bocca di tutti sono quelli di Allegri e Sarri.

Cominciamo dal toscano di Livorno, l'uomo dei cinque scudetti in bianconero. Che tra i Friedkin e Allegri ci sia stato un contatto qualche mese fa, è stato confermato pure dal procuratore del tecnico, Giovanni Branchini. A noi, in più, risulta che ce ne è stato un altro meno di dieci giorni fa. Contatto in cui Allegri ha ribadito le sue richieste: la conferma di Dzeko, l'acquisto di due-tre giocatori (uno sicuro è un centrocampista), uno staff scelto da lui, un ingaggio intorno ai cinque milioni. I Friedkin tutto hanno fatto meno che spaventarsi. Sembra che anche il software del cacciatore di teste, sia d'accordo. Quindi tutto ok? In teoria, perché al momento a noi non risulta nessun tipo d'accordo tra le parti. Anche persone molte vicine al tecnico, ci hanno confermato che Allegri non ha preso nessuna decisione, pure se è lusingato dall'avventura giallorossa, trovando appoggio anche dalla sua compagna Ambra Angiolini, romana e tifosa romanista. Semmai il problema potrebbe essere rappresentato dalla Juve. Sì, dalla sua ultima squadra da cui fu messo alla porta in maniera opposta al presunto stile della vecchia signora. Una Juve che se non dovesse qualificarsi neppure per la prossima Champions, difficilmente potrebbe continuare a dare fiducia a Pirlo. E allora perché non richiamare Allegri? Insomma per la Roma con Max ci sarebbe il concreto rischio di andare incontro a una vicenda simile a quella vissuta con Antonio Conte.

Passiamo a Maurizio Sarri. Ci sono stati contatti indiretti, non approfonditi e non confermati dal suo procuratore, Ramadani che, anzi, a radio mercato ha fatto sapere che per il suo assistito non c'è una possibilità Roma perché il club giallorosso ha scelto Allegri. Possono essere schermaglie e bugie propedeutiche a una trattativa che deve ancora entrare nel vivo. Di sicuro possiamo dire che a Sarri l'opportunità di sbarcare a Trigoria non dispiacerebbe. Sempre che riesca a liberarsi dalla Juve (sta sempre di mezzo) che può vantare un'opzione sul tecnico per la prossima stagione (ma non si capirebbe perché bloccarlo, a parte la volontà di fargli un dispetto). Ma, nel caso, considerando i buoni rapporti tra i Friedkin e Andrea Agnelli (che ha telefonato ai nuovi proprietari giallorossi per invitarli a votare Dazn nella questione dei diritti televisivi), non dovrebbero esserci problemi a risolvere la questione. Nell'attesa, comunque, noi continuiamo a sognare Fonseca che alza la Coppa e manda a fanculo tutti.