Non la dimenticheranno mai, i ragazzi della Primavera, questa amichevole che Di Francesco e i suoi sperano di archiviare già dal prossimo allenamento. C'era El Shaarawy in attacco all'inizio di Benevento-Roma, con Pastore partito in mediana e avanzato nel corso della ripresa, ma sul tabellino dei marcatori è finito Flavio Bucri, classe 2001, subentrato d'urgenza quando Karsdorp è stato toccato duro, ed è ricaduto di peso sulla schiena. Centravanti per terzino, cambiando mezza squadra: Pastore, che era passato a fare il falso nueve con l'uscita dello sloveno Celar, è arretrato di nuovo a centrocampo, Fazio, schierato regista in assenza di De Rossi e Nzonzi, è tornato al centro della difesa, Marcano è andato a fare il terzino sinistro, e Santon ha cambiato fascia, rimpiazzando l'olandese. A conti fatti, ne è valsa la pena: il gol del 2-1 è stato un tocco di rapina, deviando in rete con l'interno una respinta corta del portiere, ma era stato lo stesso Bucri a lanciare in profondità El Shaarawy, che ha costretto Puggioni alla respinta che si è trasformata in assist. Continua il momento d'oro per il centravanti che un anno fa, di questi tempi, si giocava il posto con Alessandro Barbarossa (che partiva favorito) nell'Under 17: a un certo punto si sono ritrovati entrambi in panchina, perché Francesco Baldini stava provando un sistema di gioco che prevedeva un fantasista brevilineo (Silipo) come unico riferimento avanzato.

La riscossa

Alle fasi finali Bucri - figlio d'arte: il padre è stato capocannoniere in serie D - si alzò dalla panchina, segnò un gol decisivo in semifinale, e poi quello, all'ultimo minuto, che valse lo scudetto, il 3-2 all'Atalanta. Ovvero la squadra con cui aveva fatto una settimana di prova, ma che aveva temporeggiato troppo: a 15 anni, età in cui di solito chi non è passato tra i professionisti non ci arriva più, era ancora all'Ostiamare, la Roma è stata il suo ultimo treno. E Bucri sta facendo di tutto per prendersi un posto in prima classe: nell'amichevole della scorsa settimana con il Pescara Primavera è entrato sullo 0-2 al posto di Celar e ha firmato doppietta e 3-3. E anche ieri è andato molto meglio dello sloveno, che è partito titolare, ha provato un paio di volte a liberarsi per il tiro, ma a conti fatti non si è mai reso pericoloso. Non potrà giocare la Youth League Zan Celar, De Rossi deve trovare un sostituto al centro dell'attacco: Barbarossa è andato in prestito al Perugia, Bucri sta ipotecando un posto da titolare per il debutto in casa del Real Madrid. Oltre a Celar, al centro dell'attacco, era titolare anche il 2000 Ludovico D'Orazio, all'ala destra: se la doveva vedere con una vecchia volpe come Gaetano Letizia, ha provato un paio di numeri per saltarlo, nell'intervallo ha lasciato il posto a Pezzella, con avanzamento di Coric. Il croato è tornato mezzala con l'ingresso di Gianmarco Cangiano, nato a Napoli il 16 novembre 2001, figlio di Salvatore, una vita in C2 tra Turris, Battipagliese e Puteolana: tecnico e veloce, è stato tra i più intraprendenti della Roma. E per poco, su assist di Simonetti, non firmava pure il 2-2, al 91': palla alta, in copertina rimane Bucri. Ma pure il compagno di reparto la sua possibilità se l'è giocata più che bene.