Toglietegli tutti, ma non Gianluca Mancini. Le necessità delle ultime settimane lo hanno confermato, ma è già storia del biennio targato Fonseca: il vero imprescindibile del reparto arretrato è il numero 23. Nella linea a quattro come in quella a tre, al fianco di Smalling nella prima stagione come insieme a Ibanez, Kumbulla, Cristante o chiunque altro si sia alternato nella tartassata difesa dell'annata in corso. Dalla trasferta di Braga in poi, quando alle assenze degli ex Manchester United e Verona si è aggiunta anche quella del brasiliano, è stato proprio Mancini l'unico centrale di ruolo a disposizione. E nella parte del giocatore essenziale si è calato alla perfezione: senza compiacimento, ma con la consapevolezza che la squadra avesse bisogno di uno come lui, ha tirato fuori il piglio del leader. Ben prima di indossare anche la fascia, da vice-capitano designato. Conseguenza, più che premessa, del suo modo di stare in campo, determinato e grintoso fino all'ultimo secondo di gioco, a volte anche un filo sopra le righe, atteggiamento che gli è costato qualche cartellino di troppo. Non fosse stato per le ammonizioni rimediate da quando veste il giallorosso (22 complessive oltre a tre espulsioni, non poche) avrebbe anche potuto rimpinguare un bottino di presenze già notevole: 65 in tutte le competizioni, che ne fanno di gran lunga il difensore più utilizzato da Fonseca (il secondo è Smalling a quota 52).

Una cifra comunque considerevole a 24 anni e ad appena venti mesi dal suo sbarco nella Capitale, che fa della Roma la squadra con la quale ha giocato di più. D'altra parte la carriera di Mancini è ancora nella prima fase e ai due anni trascorsi nell'Atalanta, che lo hanno lanciato nel calcio che conta, hanno fatto da prologo le prime due stagioni da professionista, con la maglia del Perugia, ma in Serie B. Categoria che probabilmente lo ha formato, rendendo più ruvido il suo modo di stare in campo. Perché Gianluca nasce centrocampista: prima nel Valdarno, la squadra in cui gioca da bambino, quella di casa per lui nativo di Pontedera; poi nella Fiorentina, il club che lo scova in provincia e punta su di lui, ma non abbastanza da tenerlo anche dopo la trafila nelle giovanili: ed è nel mezzo di quell'esperienza, categoria Allievi, che trova la posizione definitiva, al centro della difesa. Destino vuole che il suo debutto in Serie A arrivi proprio a Firenze, il 24 settembre 2017. E che i viola diventino gli avversari più affrontati: con quella di stasera saranno 8 le gare contro. Ma la sua dimora calcistica Gianluca l'ha trovata. A Roma.