Stephan El Shaarawy è stato protagonista dell'iniziativa #AsElSha, in cui in diretta Facebook ha risposto alle domande arrivate tramite social network dai tifosi. Queste le sue parole:

Che ne pensi del tuo inizio di stagione?
"E' stato un po' complicato perché ho iniziato la preparazione più tardi rispetto agli altri a causa di questo problema che ho avuto alla schiena. Ho iniziato due-tre settimane dopo in America, poi sono riuscito a recuperare. E' stato un inizio abbastanza positivo quindi sono contento di questo, anche a livello collettivo".

Che cosa provi quando realizzi che stai per segnare?
"In quelle frazioni di secondo non pensi neanche, agisci d'istinto. Subito dopo che la palla entra in rete è davvero una bella emozione".

Ci si abitua o è sempre bello?
"L'emozione è sempre la stessa. Cambia un pochino se segni in una vittoria ampia, a risultato acquisito, o in un derby. Ma l'emozione è sempre molto forte".

Qual è la più grande differenza che hai trovato nel lavorare con Di Francesco?
"E' un allenatore che cura molto i dettagli, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo, ma lavora molto anche sulla difesa e a livello tattico, per quanto riguarda i movimenti che chiede agli esterni: è una cosa che mi agevola parecchio. Per quanto riguarda i tempi d'inserimento, i tagli, sono tutte caratteristiche che ho nel mio repertorio e questo mi avvantaggia. Poi anche sotto l'aspetto umano è uno con cui riesci ad avere un dialogo e un rapporto".

C'è un momento di pausa, quando magari il pallone è lontano, in cui pensi ai movimenti che devi fare, o anche lì una volta che entri si va e basta?
"No, anche lì il Mister chiede compiti da rispettare quando non si ha la palla. Ma come lui anche tutti i miei compagni. Per esempio quando la palla è sulla destra, Kolarov mi chiede sempre di stare dentro e di non rimanere largo: sono tutte indicazioni che non arrivano solo dall'allenatore, perché anche tra compagni ci si aiuta sempre a vicenda".

C'è un tale AF24 che credo che frequenti abbastanza che ti dice: sabato vediamo veramente di che pasta sei fatto…
"E' nato tutto dalla prima partita che ho fatto con la Roma. Appena arrivato mi disse: oggi vediamo chi sei. Mi sono presentato con quel gol lì (tacco contro il Frosinone, ndr), me lo ha ridetto anche nella partita successiva, e ho fatto gol di nuovo contro il Sassuolo, quindi è rimasta questa cosa".

Qual è la più grande motivazione per lavorare duro ogni giorno?
"Penso che le motivazioni te le crei tu. Bisogna vedere quali sono i tuoi obiettivi, se accontentarti o cercare di migliorare sempre, giorno dopo giorno. Io credo che si debbano avere sempre nuovi obiettivi, senza accontentarsi mai, quindi il lavoro paga sempre; anche nelle piccole cose, curando i dettagli, mezzora prima in palestra… sono mattoncini che metti per raggiungere traguardi importanti. E poi avere sempre la fame di arrivare, e l'umiltà".

Il giocatore del passato con cui avresti voluto giocare?
"Ronaldinho, con il quale non mi sono incrociato veramente di poco. E' stato un rammarico grande perché è sempre stato insieme a Kakà uno dei miei idoli. Guardavo sempre i numeri che faceva con il pallone e da lui ho imparato molto: è stato un grande esempio e quindi mi sarebbe piaciuto molto giocarci".

Com'è stato segnare il gol contro la Juventus nella passata stagione?
"Era una gara molto delicata in un momento decisivo della stagione. Eravamo in parità e il mio è stato il gol del vantaggio: è stata una sensazione veramente bellissima, poi con lo stadio pieno… c'è stato un bel boato".

Cosa pensi della qualificazione ai Mondiali dell'Egitto?
"E' stato un evento storico e sono veramente contento per quello che ha fatto Salah, che è stato il trascinatore di questa squadra. Tra l'altro ho un aneddoto: quando ho fatto la doppietta con l'Udinese, lui mi ha scritto un messaggio, facendomi i complimenti. Stavolta che l'ha fatta lui gli ho riscritto. Sono contento per lui perché è una grande persona e un grande calciatore".

Come vedi l'impegno dei playoff per l'Italia?
"Il fatto di essere testa di serie è positivo per noi, quindi è stato importante vincere contro l'Albania, però è pur sempre uno spareggio, quindi sarà comunque difficile, qualsiasi squadra incontreremo. Ci prepareremo bene, manca ancora un mese: sarà sicuramente un impegno in cui dovremo dare tutto".

Qual è la maglia che preferisci nella tua collezione? Hai mai contato quante ne hai?
"No, però ne ho molte. Difficile dirne una, però Kakà perché è il mio idolo. La prima che mi ha dato è quella del Real Madrid, quando ci siamo incontrati in America in amichevole. Poi quella di Messi che ho incontrato al Camp Nou, quella di Neymar con il Brasile, e quella di Cristiano Ronaldo quando abbiamo fatto l'amichevole con a Dubai con il Real Madrid: feci anche una doppietta in quella partita".

Che lavoro avresti voluto fare?
"Non ci ho mai pensato, anche perché sono diventato giocatore professionista a 16 anni, ma immagino sempre qualcosa di connesso allo sport. Mi piace molto il biliardo, altrimenti il parrucchiere".

Come affronti i problemi?
"Nel tempo ho imparato a affrontartli sempre con posività, cercando anche nelle cose negative qualcosa di positivo per trarne beneficio".

Hai avuto anche momenti difficili in carriera...
"Sì, devi contare a volte solo su te stesso e sulle tue forze. Poi è chiaro, la famiglia e gli amici sono importanti, ti aiutano e ti fanno sentire migliore, ma devi tirarti fuori dai problemi con tenacia e tanta forza".

Chi ha la migliore collezione di tagli di capelli: Beckham o Nainggolan?
"Eh, è una bella lotta. Tra l'altro l'ultimo di Radja è bello impegnativo! Diciamo che uno se lo può permettere...".

Che cosa ti mette di buon umore?
"Il mare. Svegliarmi col mare è una delle più belle cose che mi possono capitare: mi rilassa".

Ti piace cucinare?
"Mi incuriosisce, ho provato a far qualcosa, ma solo l'essenziale: le cose facili. Ricette o altre cose ancora no".

Che pizza ti piace?
"Margherita, classica".

Ti piace viaggiare? Nazione preferita?
"Mi piace viaggiare, ma nelle vacanze che faccio non mi piace molto camminare, preferisco rilassarmi. Gli Stati Uniti in generale mi sono piaciuti tanto. Con gli amici mi piace andare a Las Vegas, Los Angeles o Miami. Tra i posti più romantici Maldive e Bora Bora".

Giochi a Fifa?
"Non ci gioco quasi mai, alla Play Station gioco poco. Sono bravo negli altri sport, ma a Fifa non gioco quasi mai".

Cantante preferito?
"Ce ne sono un po'... Ascolto diversi generi. Rapper e musica hip hop, sia italiani che esteri, ma non so dirti un nome in particolare".

Quanto bene vuoi a tuoi fan?
"Tanto. Più passa il tempo e più vedo che c'è molto affetto da parte loro. Sia qui che in trasferta mi lasciano sempre un pensierino. Mi fa molto piacere e li ringrazio sempre".

Dove festeggerai il tuo compleanno?
"A Roma con i miei amici che scenderanno da Savona. Magari dopo la gara col Bologna, perché il mio compleanno è il giorno prima della partita. Gli amici sono quelli di quando ero piccolo e ancora oggi ci ritroviamo sempre, o a Savona o qui a Roma".

Ti piacciono o ti danno fastidio tutti questi account su di te?
"Mi fa piacere: poi ripropongono sempre le mie foto...".