Bologna-Roma, il settore canta fino alla fine e c’è il pari
In più di mille a spingere. Contrastato bene un Dall’Ara acceso
(MANCINI)
Uno spicchio festoso, colorato e rumoroso. Così si presenta con ancora un po’ di sole sui colli bolognesi dietro le tribune dello stadio il settore ospiti del Renato Dall’Ara. Uno spicchio, poco più di mille spettatori, però ferito, velato di malinconia a causa del divieto imposto dal Ministero dell’Interno ai tifosi romani di seguire la propria squadra fino a fine stagione (tra sei giorni l’ultima speranza per il ricorso di Airc e Utr con l’appello al Consiglio di Stato). Un migliaio di romanisti “fuori sede”, tutti coloro che non sono residente nella Capitale hanno potuto seguire la squadra giallorossa in questa trasferta europea made in Italy.
Così, già dalla tarda mattinata di ieri non si è fatta fatica a notare qualche maglia giallorossa, qualche sciarpa o qualche cappellino, per le vie del centro di Bologna dove, come cantava Lucio Dalla, non si perde neanche un bambino. Chi dalla nostra regione, chi da fuori, chi dal mondo addirittura, come l’onnipresente Roma Club Finlandia, il viaggio europeo ha sempre un sapore particolare e grande fascino, anche se intorno alla partita c’è modo di gustare dei tortellini o della mortadella italianissimi, anzi bolognesissimi.
Un Dall’Ara pieno per l’appuntamento di coppa che per la squadra di Italiano è quasi un’ultima spiaggia di una stagione piuttosto burrascosa. I tifosi rossoblù incoraggiano la propria squadra e i sostenitori romanisti provano a opporre resistenza con orgoglio. Specie nel momento del bisogno.
Dopo il gol del vantaggio di Bernardeschi a inizio ripresa lo spicchio giallorosso ha alzato la voce per spingere la squadra dopo qualche attimo di sbandamento. Fino al pareggio trovato da Pellegrini dopo la bella azione di Malen, ancora decisivo. E proprio l’olandese è stato il primo ad andare a ringraziare il settore dopo il fischio finale, un settore esploso al gol del numero 7 giallorosso per un risultato riacciuffato meritatamente.
Poi canti fino a ben oltre la fine della gara, in attesa di uscire scortati dalle forze dell’ordine.
Un peccato davvero vedere quel settore tutto gremito, coi romanisti tutti vicini e compatti, e colorato, ma sapere che sarebbe potuto essere ancora più pieno e che le sfumature di giallorosso sarebbero potute essere ancora di più. Il solito esodo. La speranza è magari di poterci tornare intorno al 25 aprile, quando ci sarà la sfida di campionato coi rossoblù e magari l’appello di giovedì prossimo avrà portato a miti consigli. Di Stato.
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