L'appuntamento fisso del sogno di una notte di mezza estate. Lì dove è stato redatto l'Ordine del Giorno numero uno della neonata Associazione Sportiva Roma, su cui campeggia la firma di Sebastiano Bartoli e sopra al quale le mani del primo presidente Italo Foschi si strinsero a quelle dell'ad Ulisse Igliori. Il numero 35 di Via degli Uffici del Vicario è il luogo dei tifosi della Roma e così, come avviene di stagione in stagione, la notte tra il 21 e il 22 luglio non avrebbe potuto consistere in nulla di diverso.

L'avevano annunciato giorni or sono per chiamarsi vicendevolmente a raccolta e darsi appuntamento in quel di Piazza della Rotonda, con largo anticipo per attendere i rintocchi della mezzanotte. Riuniti ai piedi del Pantheon e sotto l'iscrizione in onore del console Marco Agrippa la tela bianca tinta di rosso ad indicare la data dei festeggiamenti. Come una guida per centinaia e centinaia di romanisti pronti a sfilare per i rioni Colonna, Pigna e Sant'Eustachio tra occhi ricolmi d'amore e quelli incuriositi di turisti che eran lì per caso. O per loro fortuna. Una manifestazione di fede verace ed autentica con striscioni, canti e fumogeni ad indicare il cammino di un corteo pronto ad arrestare la sua marcia per dare vita ad un augurio speciale. Quello dei tanti romanisti desiderosi di mantener viva una tradizione che non vuol dire conservarne le ceneri, ma soffiare con forza sulla fiamma per renderla ancor più accesa.

Come il cuore dell'incipit di quel Campo Testaccio declamato come una preghiera pagana da uomini e donne, anziani e piccole mani ad applaudire per emulare le gesta dei più grandi. Generazioni a confronto unite nell'aggregazione, accomunate da un sentimento che è amor e orma. I fuochi d'artificio e le bandiere sventolate per far spostare un po' più in là l'odore acre dei fumogeni e tingere come su tela bianca le vie del centro con i colori della città. A mezzanotte sai che loro ti penseranno, oggi un po' di più rispetto al solito. Lo hanno fatto e per una volta il conto alla rovescia non è terminato in un "questa sera parto subito", ma dando il via ad un canto d'amore lungo una notte intera. Per celebrare un sogno divenuto realtà e una tradizione che non conosce fine. O meglio: si sa dove inizia e anche dove finirà, lì sotto il numero 35 di Via degli Uffici del Vicario. Il posto dei romanisti. Al termine non ci sono addii, ma solo un arrivederci alla prossima notte di mezza estate.

I colori della città 💛❤

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