Dopo Crotone e Inter, la Roma affronta la sua terza avversaria consecutiva schierata con il 3-5-2. Già, sarebbe bello buttarla sulla tattica. E di sicuro gli allenatori questi aspetti li hanno studiati nel dettaglio, rimuginando notte e giorno nelle ore che hanno preceduto la partita su un movimento, uno schema offensivo, uno scaglionamento difensivo. Ma Lazio-Roma non sarà mai solo un confronto tattico. Né, per carità, si deve considerare alla stregua della guerra dei mondi, soprattutto considerando che sarà il primo derby chiuso per Covid (i due dello scorso anno si giocarono col pubblico, e furono due 1-1 che andarono stretti alla Lazio all'andata e alla Roma al ritorno).

Ma di sicuro si parla di una partita e di una data su cui montano le discussioni per mesi che inevitabilmente condizionano anche gli attori protagonisti, per quanto gli allenatori si affannino poi a tranquillizzare gli animi. Il derby che va in scena stasera (stadio Olimpico, formalmente in casa loro, calcio d'inizio ore 20,45, arbitra Orsato e dovrebbe essere una garanzia per tutti) sarà in assoluto (comprese le partite non ufficiali) il numero 191 (71 vittorie e 53 sconfitte per la Roma), tra campionato e coppa sarà il numero 175 (65 a 46), solo in campionato il numero 155 (55 vittorie e 39 sconfitte) e il fatto che ci sia un parente povero e un parente più nobile è testimoniato non dal risultato dell'ultimo campionato (un errore nel percorso della storia) ma dalla quantità di tornei in cui la Roma è finita sopra ai cugini (50 su 77 campionati). E l'ultima edizione della serie A ha interrotto una serie che durava da 7 campionati. Mentre quello in corso ha tutta l'aria di aver ristabilito le giuste gerarchie. Ma ovviamente sorriderà di più chi stasera festeggerà nel gelo dell'Olimpico vuoto.

Se sarà la Lazio, la Roma avrà perso non solo la partita ma anche un po' di quella considerazione che si era guadagnata finora con un cammino decisamente positivo, seppur caratterizzato anche da un paio di brutte cadute davvero inattese, e dall'altra circostanza di non aver saputo mettere sotto, almeno nel risultato, le squadre di uguale o superiore livello. E si aggiungerebbe, per l'appunto, lo smacco di un'altra sconfitta stavolta davvero complicata da digerire, almeno nel raffronto con quelle di Bergamo e di Napoli. Se invece sarà la Roma a tornare a casa infreddolita ma vincitrice, allora il finale di girone d'andata s'arricchirebbe di un'altra soddisfazione niente male, per il distacco aumentato con i cugini e pensando anche al fatto che il diciottesimo e penultimo turno prevede tra le partite in calendario anche Napoli-Fiorentina, Inter-Juventus e, lunedì, Cagliari-Milan. Di sicuro, la Roma accorcerebbe dunque il distacco dall'Inter o aumenterebbe quello sopra la Juventus, oppure potrebbe rosicchiare punti a tutte e due.

L'ultimo derby è stato quello di un anno fa, 26 gennaio 2020, col gol di Dzeko di testa all'indietro e pareggio di Acerbi su un'azione viziata da un fallo su Pau Lopez da cui è nato lo svarione da cui il portiere spagnolo ha faticato a riprendersi. Esiste un solo precedente, dal 1929, di un anno di distanza tra un derby ed un altro, per l'esattezza tra due derby di Coppa Italia (in campionato non è mai successo): tra l'8 settembre 1968 (1-0 per la Roma, gol di Ferrari) e il 7 settembre 1969, quando vinse la Roma 2-0 a tavolino per un guasto all'impianto di illuminazione (la luce andò via all'89', con i giallorossi in vantaggio 1-0 con gol di Peirò). Non è invece mai successo che Lazio e Roma abbiano incrociato i guantoni di venerdì: quella di stasera è una prima assoluta. Ieri Fonseca ci ha tenuto a far notare a chi gli ricordava come non avesse ancora mai battuto la Lazio che però è ancora imbattuto. Lo score migliore resta quello di Ranieri, 4 vittorie su 4 derby giocati. Inzaghi con la Roma invece ha perso 4 volte, 3 ne ha vinti e 3 pareggiati.