Ci sono cinque milioni di sì perché il Chelsea valga il Real Madrid. Anzi di più. Perché c'è chi dice no. Ma c'è pure chi dice sì. Nella fattispecie, Alisson Becker. Che, nella sostanza, ha fatto sapere di essere disponibile a vestirsi di Blues. Pazienza se la prossima stagione non disputerà la Champions League e dovrà accontentarsi dell'Europa League. Pazienza se nel mondo il Chelsea non ha lo stesso prestigio di casa Real. Pazienza se si appresta a varare un nuovo corso griffato Sarri. Ma se tutta questa pazienza è ricompensata con ventisette milioni e mezzo più cinque per un lustro di contratto, chissenefrega del Real e, in un certo senso, pure della Roma.

Cinque milioni di motivi

Il procuratore brasiliano del portiere, Ze Maria (poi di procuratori europei che si occupano del giocatore ce ne sono pure altri), anche ieri, contattato da Teleradiostereo, ha ribadito la posizione del suo prezioso assistito: «Alisson è concentrato al cento per cento sul Mondiale, nei prossimi giorni non ci saranno novità sul suo futuro». Sarà così. Ma per il semplice fatto che ora il pallino è in mano al Chelsea che dovrà fare la prossima mossa, cioè presentare un'offerta ufficiale alla Roma, cosa che fin qui non è mai stato fatta da nessuno, nonostante in queste settimane un po' tutti ci siamo affannati a fornire cifre non proprio a casaccio ma più deduttive che reali. Al contrario dei contatti che ci sono stati tra Chelsea ed entourage del giocatore. Ripetuti, concreti, definitivi. Contatti che hanno portato alla formulazione di un'offerta di contratto di cinque anni a fronte di un cash di cinque milioni e mezzo netti a stagione, in pratica mezzo milione in più rispetto a quello che, pare, avesse garantito il Real Madrid (per sei anni). Ma c'è dell'altro. Perché oltre allo stipendio, all'entourage è stato garantito un cash di altri cinque milioni una tantum, diciamo così, peer facilitare, diciamo così pure qui, la positiva riuscita dell'affare. E pare, anzi ne siamo certi, che quei cinque milioni abbiano avuto l'effetto auspicato dal Chelsea. Cioè convincere Alisson, o chi per lui, ad abbracciare il nuovo progetto del Chelsea che sarà griffato Maurizio Sarri. E nel momento in cui il club inglese dovesse trovare l'accordo economico con la Roma per il cartellino del brasiliano, non sarebbe certo Alisson a far saltare il banco. Del resto si tratta sempre del Chelsea, il proprietario è un signore russo che non ha mai fatto troppo caso alle spese per la sua squadra, andrebbe a vivere in una città come Londra che certo non è l'ultimo posto dove andare a svolgere una professione e non solo.

La Roma aspetta

Insomma, sembra proprio che siamo avviati alla parte finale di una telenovela cominciata già parecchi mesi. Da quando, cioè, Alisson, partita dopo partita, ha fatto capire a tutto il mondo calcistico di essere, nel suo ruolo, un autentico top player con in più una carta d'identità che gli garantisce perlomeno altri dieci anni di calcio ad altissimo livello. Certo, a noi che vogliamo bene alla Roma, l'idea di una cessione del brasiliano non è che ci possa far piacere e siamo pure convinti che sia così per la stragrande maggioranza dei tifosi giallorossi. Ma la Roma di fronte alla volontà del giocatore e, soprattutto, a un'offerta (settanta milioni abbondanti) che sarebbe di gran lunga la più alta mai fatta per un portiere, può solo sperare che la cosa non succeda. Altrimenti non ci sarebbero sufficienti difese per resistere all'attacco del Chelsea (o del Real Madrid). Peraltro, al momento, a Trigoria continuano a dire con insistenza e non c'è motivo di dubitarne, che finora per Alisson non è arrivata nessuna offerta ufficiale. Ma tutto fa pensare che arriverà. Anzi, qualcuno dice che i numeri tra le parti in qualche maniera siano stati già fatti.

L'attesa di sicuro è determinata anche dallo svolgimento del Mondiale, ma pure dal fatto che che la Roma e il Real Madrid hanno bisogno di sistemare comunque la loro porta che a noi, ripetiamo, piacerebbe molto che non fosse aperta, almeno quella giallorossa. Con la partenza di Alisson, tutte le strade per il suo erede portano a Parigi, a casa Psg. Dove Alphonse Areola, titolare nell'ultima stagione, non gradisce di fare il secondo a Gigi Buffon che è in arrivo, ha un solo anno di contratto e, soprattutto, come procuratore ha quel Mino Raiola ormai pappa e ciccia con la Roma. Ci sarebbe già l'accordo con il portiere francese, anche se qualcuno ci suggerisce di non dare nulla di scontato per quel che riguarda il futuro della porta giallorossa. Il giro di portiere si chiuderebbe con il ritorno in Spagna al Real Madrid questa volta del belga Courtois, pure lui impegnato al Mondiale e nei quarti vivrà una sfida nella sfida visto che affronterà il Brasile di Alisson. Il belga al Chelsea ha già detto di non voler prolungare il suo contratto in scadenza il trenta giugno del 2019 e di essere intenzionato a tornare nella capitale spagnola dove vive la sua famiglia. Il club inglese valuta il carellino di Courtois tra i trentacinque e i quaranta milioni di euro che poi come logica conseguenza si trasformerebbero in oltre la metà del costo del cartellino di Alisson. Soldi, quelli incassati per il portiere brasiliano, che alla Roma serviranno, oltre che per Areola, per andare a chiudere definitivamente l'acquisto di Ziyech e probabilmente regalare una sorpresa in entrata (a fronte della cessione di un esterno alto)