Quello fra Hakim Ziyech e la Roma è un matrimonio destinato a celebrarsi. Frutto di un lungo corteggiamento da parte giallorossa, che ha convinto il talento marocchino a promettersi al club della Capitale. Senza alcun ripensamento. Nonostante siano state diverse le società tentatrici nelle ultime settimane.

Ci hanno provato dall'Inghilterra e dalla Germania a lusingare Ziyech, ma senza successo. Il fantasista ha dato la sua parola e anche all'Ajax cominciano a farsene una ragione. «È una grave perdita», ha commentato - evitando condizionali come eccessivi giri di parole - il tecnico dei lancieri Erik ten Hag a Voetbal International. L'eliminazione del Marocco dal Mondiale russo ha accelerato il momento dell'addio dal club di Amsterdam. Tanto il rimpianto quanto la resa di quello che si considera ormai il suo ex allenatore, appaiono evidenti: «Mi sarebbe piaciuto tenerlo con me all'Ajax, questo sia chiaro, ma ha già l'accordo con un altro club. L'unica cosa che posso fare è augurargli buona fortuna nella sua nuova squadra».

Ovvero la Roma. Che con il giocatore ha trovato l'accordo in tempi non sospetti: un quinquennale da tre milioni circa l'anno. Poi si è messa in una posizione di attesa, forte di una serie di acquisti che la tengono al riparo da eventuali "buchi" in rosa. Obiettivo: riportare le pretese dell'Ajax su terreni più consoni, rispetto all'iniziale richiesta di 45 milioni. Facile a dirsi, meno a farsi, avendo dalla parte opposta del tavolo delle trattative un club famoso per non cedere mai un millimetro, quando si parla di denaro sonante. L'ultima controproposta romanista ammonta a 30 milioni comprensivi di bonus. I lancieri hanno fatto capire di poter chiudere a qualcosa in meno di 40, a patto che aumentasse la parte fissa a discapito di quella variabile.

Poi, più nulla. Ognuno dei due attori fermo sulle proprie posizioni. Con il giocatore in mezzo, deciso a voler lasciare l'Olanda per cimentarsi nella nostra Serie A, raggiungendo l'amico Justin Kluivert che ha più volte incoraggiato al momento del suo approdo in giallorosso. Dal canto suo, Hakim non ha gradito le critiche arrivate dall'Olanda alle sue prestazioni al Mondiale: «Ormai si parla solo di me. Arrivi al punto in cui sei stanco di tutto questo. Tutte queste storie, i numeri e le statistiche che non rispecchiano quello che vedo io. Tutto è possibile, ma con questo ho chiuso una volta per tutte».

 Eppure la strategia di Monchi sembra cominciare a spostare qualcosa di rilevante anche nelle tattiche dell'Ajax. La Roma si è concentrata nelle ultime settimane sull'ingaggio di Pastore, dando un segnale che non sarebbe rimasta scoperta nella zona di campo compresa fra centrocampo e attacco. L'argentino viene considerato una mezzala da Di Francesco, per cui potrebbe essere proprio Ziyech l'uomo giusto per occupare la posizione di esterno destro d'attacco. Andando così ad arricchire ulteriormente un reparto che già conta su Dzeko, Schick, Ünder, Kluivert, El Shaarawy, Perotti e Defrel (anche se due fra gli ultimi tre sono destinati a partire).

Il marocchino nasce trequartista, ma con il suo sinistro fatato ha mostrato di sapersi adattare - e alla grande - anche in posizione di mezzala o, appunto, di attaccante laterale. D'altra parte sono gli assist il suo punto forte. «Se ami il calcio - parole ancora di ten Hag - ami Hakim. A prescindere dalle sue qualità tecniche, è la sua intelligenza calcistica a renderlo così forte. Inoltre ha l'attitudine per correre più di tutti e recuperare anche molti palloni: tutto questo lo rende un giocatore completo, ma se devo menzionare una caratteristica nello specifico è la sua potenza nell'uno contro uno. Devo stare attento con gli aggettivi, ma è vero che in Olanda non ci sono altri come lui. Mi mancherà come giocatore, mi sarebbe piaciuto tenerlo». Più eloquente non avrebbe potuto essere.

Sarà dunque Ziyech il decimo colpo in entrata della Roma. Non il messicano Herrera, per il quale ieri si erano diffuse voci incontrollate che lo avrebbero voluto prossimo giallorosso. Tantomeno Kovacic, accostato dalla Spagna ai giallorossi nell'ambito di una futura (ma ancora non in piedi, è bene ricordarlo) trattativa con il Real Madrid per Alisson. Il croato non interessa a Monchi, che nei prossimi giorni dovrà invece necessariamente dedicarsi allo sfoltimento di una rosa che oggi appare extralarge. Perotti è uno dei maggiori indiziati a lasciare Trigoria: piace a Tottenham e Valencia. Bruno Peres sembra destinato al San Paolo (la cautela è d'obbligo), dopo aver rifiutato un ritorno al Torino che fino a pochi giorni fa era considerato certo.