Comincia lunedì la seconda fase dell'Europa League, quella in cui la competizione entra nel vivo con le sfide a eliminazione diretta. A partire dalle 13 va in scena il sorteggio degli accoppiamenti validi per i sedicesimi di finale del torneo. Nell'urna di Nyon ci sarà anche (soprattutto) la pallina con il nome della Roma, inserita nella prima fascia in virtù del primato conquistato nel proprio girone. Almeno sulla carta, un piccolo vantaggio utile ai giallorossi per evitare le squadre più pericolose. Fermo restando che le gare sono in programma il 18 e il 25 febbraio prossimo. Ovvero a mercato invernale già consumato; a fronte di possibili (almeno parziali) riaperture al pubblico, già in atto ad esempio in Inghilterra; e con una sosta che per alcuni campionati è decisamente più estesa rispetto ai dieci giorni di stop a cavallo delle festività natalizie concessi dalla Serie A. Variabili che nella seconda fase potrebbero influire sui valori espressi fino alle gare dei gironi.

Restando su quanto si è visto finora (anche in Champions, da dove arrivano le altre 8 che completano il tabellone), evitate per ora Ajax, Rangers, Shakthar, Villarreal e inglesi, le insidie maggiori per la Roma nel sorteggio sono costituite da Salisburgo, Real Sociedad, Benfica e Lilla. Il club austriaco ha conteso fino all'ultima giornata il passaggio agli ottavi del torneo più prestigioso al ben più quotato Atletico Madrid. Ma la stella della squadra, l'ungherese classe 2000 Dominik Szoboszlai, viene segnalato prossimo al trasferimento al Lipsia, altro club della galassia Red Bull, ripercorrendo così le orme di Haaland. La Real Sociedad e il Lilla hanno invece creato più di qualche grattacapo rispettivamente a Napoli e Milan. I baschi appaiono formazione ostica da affrontare, dotata di ottima fase difensiva e non a caso ai vertici della Liga orfana in vetta delle due grandi storiche. I francesi hanno strapazzato i rossoneri a San Siro nel loro miglior momento (e con Ibrahimovic in campo), cedendo però nel finale la testa della classifica proprio a Donnarumma e compagni.

E poi c'è sempre la mina vagante Benfica, una bacheca in grado di far impallidire chiunque, un girone conteso fino all'ultimo ai Rangers di Gerrard e una squadra molto più che dignitosa, alla cui costruzione ha contribuito in misura determinante il prossimo dirigente romanista Tiago Pinto. Una studiata miscela di giovani talenti e navigati mestieranti del calcio continentale, da Otamendi a Vertonghen. Fuori dal lotto delle più quotate, ma con qualche spunto di suggestione, l'altra portoghese Braga, allenata in passato da Fonseca; e lo Slavia Praga, che nella memoria dei romanisti richiama l'eliminazione-beffa del 1996. Ancora da vendicare.