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Gasperini: "Roma-Juve? Impareremo dai nostri errori. Senza squadra forte non si vince"

Tra un allenamento e l'altro in vista della trasferta di Genova, il tecnico giallorosso protagonista di un evento all'Università Cattolica del Sacro Cuore

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
05 Marzo 2026 - 19:22

Tra un allenamento e l'altro in vista dell'importante trasferta di domenica contro il Genoa di De Rossi, Gian Piero Gasperini è stato protagonista dell'evento "Oltre la Medicina - Il coraggio di sbagliare", all'Università Cattolica del Sacro Cuore". Queste le parole del tecnico: 

"Vi devo ringraziare per questa possibilità che mi avete dato, di parlare a tanti ragazzi. Io vengo dal mondo dello sport e dell'intrattenimento, ma oggi troveremo dei legami tra il nostro mondo e il vostro, composto da tanti giovani a cui io mi rivolgo molto bene. Perché ho a che fare tanto con giovani della vostra età che hanno sogni e progetti. Nel calcio le cose sono molto compresse, vicine, ma i timori e i sogni, gli scontri, le gare, le partite, lo studio, gli esami, ci sono tante cose che possono collimare e oggi sono qui per portare la mia esperienza nel mondo del calcio che magari può esservi utile per affrontare al meglio le problematiche che vivete".

Quanto è condizionante e importante l'errore e superare l'errore?

"Il nostro è uno sport di tecnica imperfetta, imprecisa, errori si fanno in ogni allenamento e partita. Magari un passaggio sbagliato, un tiro fatto male, una situazione di gioco interpretata male. Altri sport hanno una precisione molto più alta. Un velocista che deve fare i 100 metri, è fondamentale come parte, come mette le mani, a volte nel calcio tiri male e fai gol lo stesso. La convivenza con l'errore c'è quotidianamente, nello sviluppo stesso del gioco. Sull'errore ci passiamo sopra noi, non ci condiziona totalmente. Non è così determinante come nella vita o in altri sport, ma questo ti dà una forza diversa. Dall'errore impari qualcosa, sull'errore ci lavori, per tirare meglio, per scegliere meglio, dribblare meglio, non c'è mai perfezione. Nel calcio non esiste la perfezione, ma questo ci allena a sbagliare. Perché andiamo sull'errore e vogliamo farlo meglio. Ci tempriamo a superare l'errore e andare avanti".

Un consiglio per superare l'errore?

"L'aspetto mediatico è quello più pesante. Anche in una prestazione fatta bene, un episodio determinante come l'errore di un portiere o un gol sbagliato fa cambiare totalmente il giudizio della prestazione. Noi più che guardare gli altri dobbiamo guardare noi stessi, se possiamo applicarci di più o fare meglio. Non possiamo fare la corsa sul giudizio esterno, a volte è crudele o esageratamente positivo. Non è mai molto equilibrato, poi c'è il tifo che fa vedere diversamente le cose. Dobbiamo analizzare la nostra capacità, lavorare su noi stessi, è la cosa più importante. Non possiamo pensare al percorso straordinario di un altro, dobbiamo pensare se il nostro percorso ci ha migliorato. Fondamentale in una squadra e nei singoli, ma anche in altri settori. Se pensiamo di essere i medici migliori al mondo c'è sempre un altro più bravo. Se analizziamo la nostra crescita ci dà più sicurezza, fiducia, scaltrezza. La fiducia la ottieni quando ti senti più preparato e più forte. Magari per voi vale quando siete molto preparati su un esame, oppure non lo siete in un altro esame. Ma lo sapete, ne siete consapevoli, ma non potete fare la corsa sul più bravo del corso. Dobbiamo avere sempre l'obiettivo di migliorare noi stessi, superare i nostri record, allora l'errore non più un problema, ma ti aiuta ad andare oltre. Nello sport come nella vita dobbiamo perseguire questo".

Viene trasmesso il discorso di Antetokoumpo.

"Questo è lo spirito dello sportivo, delle persone, non è vincente solo chi vince una coppa o alza un trofeo. Ha fatto l'esempio di Michael Jordan, che ha vinto 6 campionati in 15 anni, dicendo che negli altri 9 campionati si è preparato. Con le partite perse, gli esami, gli sono serviti per diventare più forte. Io adotto una frase, non mia, con i miei giocatori, non mia: "Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo". Dalle sconfitte si impara molto più che dalle vittorie. L'altra sera se fosse finita 3-2 saremmo stati tutti più felici e martedì avremmo ripreso la partita senza vedere gli errori che abbiamo fatto, senza verificare perché abbiamo preso quei gol. Ma la partita era la stessa. L'episodio fa cambiare tutto. La forza è questa, imparare dagli esami andati male, dalle sconfitte.
Quando non superate un esame, il problema non è la materia ma siete voi. La materia è sempre quella, non cambia. Ci sono materie che vi piacciono di più, per cui siete più predisposti, e si superano più facilmente. Quando una materia non ti entra in testa, un avversario che non riesci a battere, un giocatore che mi dà sempre problemi, ma lui è sempre lo stesso. Se non lo superiamo è perché non lo stiamo affrontando nella maniera giusta, dobbiamo lavorare su noi stessi e imparare di più. Questa è una sfida che va oltre il singolo esame e la singola partita. Prende in considerazione cosa vogliamo fare: vogliamo crescere e migliorarci, come squadra vogliamo giocare meglio, fare un sacco di cose. Quando questo diventa la priorità matematicamente abbiamo uno scopo più alto della singola partita. Perché vogliamo diventare più bravi, facendo qualcosa che ci piace. Se io impongo ai miei giocatori qualcosa facciamo fatica. Se dico a un attaccante che deve giocare difensore lo fa ma per poche partite. Devo fargli fare qualcosa nella sua indole. Devi fare qualcosa che ti piace di più, è fondamentale. Vedo gente che fa fatica a fare allenamento, poi magari si allena e fatica per conto suo. Tutti fanno delle attività sportive incredibili, perché gli piace. Alla base ci deve essere fare qualcosa che ti piace, in cui credi, in cui puoi migliorare e raggiungere obiettivi migliori su te stesso, non rispetto al mondo. Perché uno vince la Champions, gli altri hanno fallito? Gli errori tecnici li superi allenandoti, studi di più. Ci sono errori di scelta, ma ci sono anche dei periodi, in cui magari non fai una buona lezione. Ma sono errori accettabili, ce ne sono però alcuni non accettabili, quelli di comportamento e atteggiamento. Se questi condizionano la squadra allora andiamo in contrasto. Dobbiamo cercare sempre il bicchiere mezzo pieno, a quel punto ti diventa più facile battere l'avversario".

Cosa dice a un giocatore che ha paura di sbagliare di nuovo nel tornare in campo?

"A noi cosa direbbe per incoraggiarci dopo un fallimento per non scappare? "Il fallimento non esiste, esistono degli errori. Si riparte guardando avanti. Quando vinciamo delle gare non andiamo a rivederle, siamo contenti, passiamo a quella successiva. La forza di guardare avanti, è la vita, fatta di cicli e momenti In ogni momenti la forza è guardare avanti, superare le difficoltà. Se vinci una partita con poco rischio ti dà poca soddisfazione. Questo dobbiamo cercare, non possiamo fermarci su una sconfitta o un esame andato male. Impariamo dalla sconfitta, la parte motivazionale è fondamentale. Siete giovani e avete questa forza, deve venire fuori questa convinzione, è una caratteristica dei giovani forti che guardano al futuro".

Come si gestisce invece chi è in stato di grazia, ha successo e gli fa tutto bene?

"Quando hai uno stato d'animo positivo ti riesce più facile, ma anche i migliori goleador hanno avuto periodi difficili. Prima o poi arrivano. L'euforia a volte dà un po' alla testa, è una cosa da gestire come quando va male, ma viviamo di queste pressioni. Sono fondamentali anche quelli che avete intorno, gli amici, la famiglia, con chi scambiate opinioni e idee. Vero che gli esami li date singolarmente ma vivete come una squadra, vi confrontate tra voi. Più la squadra è forte e di carattere più vi sentite forti voi. Ma i giovani in questo sono molto forti. E fanno molto più squadra di noi adulti".

Michael Jordan diceva che i grandi giocatori vincono le partite, le grandi squadre i campionati.

"Non si vince se non hai la squadra forte. Poi emergono i singoli, tanti giocatori hanno reso diversamente in altre squadre".

Il caso Ilicic e l'aspetto psicologico. 

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