Con l'arrivo di Javier Pastore si infoltisce ulteriormente la già numerosa colonia di calciatori argentini che hanno indossato la maglia giallorossa dal 1927 a oggi. Dopo il Brasile, quella Albiceleste è la nazione ad aver fornito più stranieri, compreso il primo non italiano della nostra storia: Arturo Chini Ludueña. L'ala sinistra, dopo una stagione all'Alba Audace, fa parte della prima Roma di sempre e resta all'ombra del Colosseo fino al 1934.

Da Guaita a Balbo

Insieme a lui giocheranno anche gli altri oriundi Guaita, Scopelli e Stagnaro. Il primo vincerà anche il Mondiale con l'Italia nel 1934, segnando con l'Austria il gol che permetterà agli azzurri di Pozzo di raggiungere la finale. Cinque anni più tardi arriva a Roma Miguel Angel Pantò, proveniente dal San Lorenzo: otto le stagioni in giallorosso, con tanto di Scudetto nel 1941/42. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è la volta di Bruno Pesaola, detto "El Petisso" ("il piccoletto"), bonairense che per tre stagioni (1947-1950) guida il nostro attacco.

Gli Anni '60 ci regalano le gesta di Pedro Manfredini e Francisco Lojacono, veri e propri idoli della tifoseria romanista. Entrambi vinceranno la Coppa delle Fiere nel 1961, "Piedone" anche la prima Coppa Italia della nostra storia. Per circa trent'anni il centravanti di Maipù è stato il miglior marcatore straniero della Roma per quanto riguarda il campionato con 77 reti. Per superarlo c'è stato bisogno di un suo connazionale, Abel Balbo, acquistato dall'Udinese nel 1993, primo colpo dell'era Sensi (78 gol in Serie A con i nostri colori).

Il "Re Leone" e "The Wall"

"El Killer", dopo due parentesi a Parma e Firenze, torna a Roma portando con sé Gabriel Omar Batistuta. Il "Re Leone" si dimostra subito decisivo: anche grazie ai suoi 20 gol al primo anno, la squadra di Capello vince lo Scudetto. La stagione seguente, complici i guai alle ginocchia e le 32 primavere, Bati non riesce a ripetersi e nel gennaio del 2003 viene ceduto in prestito all'Inter. A riportare il tricolore a Roma dopo diciotto anni c'è anche "The Wall", Walter Samuel: acquistato nell'estate del 2000 dal Boca Juniors, a soli 22 anni diventa il leader difensivo della squadra. Lo rimarrà fino al 2004, quando una Roma in difficoltà economica si ritroverà costretta a cederlo al Real Madrid.

Da Burdisso a Pastore

Dopo l'acquisto della società da parte degli americani, dalle parti di Trigoria si crea una consistente colonia argentina: a Nicolas Burdisso (già presente in rosa dal 2009), si aggiungono Gabriel Heinze, Gago, Pablo Osvaldo e Erik Lamela. Gli ultimi due resteranno fino al 2013, quindi verranno ceduti in Premier (rispettivamente al Southampton e al Tottenham).

Nel gennaio 2016, proprio mentre in panchina Spalletti prende il posto di Garcia, la Roma acquista dal Genoa Diego Perotti. Sei mesi dopo "El Monito" viene raggiunto da Federico Fazio, suo ex compagno ai tempi del Siviglia. A loro si aggiunge ora Javier Pastore, primo argentino portato a Roma da Monchi. Perché passano gli anni, ma il legame tra la Roma e l'Argentina resta stretto. Del resto, il primo inno giallorosso, "Campo Testaccio" è stato composto sulle note di un celebre tango.