"Voglio migliorarmi e riportare la Roma in Champions". Lorenzo Pellegrini ha parlato in un'intervista a Futbolemotion registrata poco più di un mese fa. La chiacchierata nasce per presentare i nuovi scarpini del sette giallorosso, c'è stata però occasione per parlare della squadra di Fonseca, delle ambizioni del centrocampista per questa stagione e dell'importanza per lui della fascia da capitano. Ecco le sue parole.

Come stai?
"Sto bene, nonostante il momento difficile per tutto il paese".

Cosa ti aspetti da te stesso durante questa stagione?
"Mi aspetto di migliorarmi sempre, sia come giocatore che nei numeri. Cercherò di fare più gol e assist rispetto all'anno scorso. Per la squadra, spero di riuscire a riportare la Roma in Champions. Il campionato è strano, è difficile fare previsioni, noi cercheremo di fare il meglio possibile".

Le tue nuove scarpe da calcio?
"Ho sensazioni positive, mi piacciono anche a livello cromatico. Mi ci trovo bene, hanno la forma e la lunghezza perfette. Questi anni ci sono state alcune difficoltà a trovare la giusta scarpa, questa ha l'altezza giusta, almeno per me".

Preferisci scarpini con colori classici o appariscenti?
"Preferisco i colori classici, magari con qualche punta di follia".

Hai qualche scaramanzia legata agli scarpini?
"Quando me li devo allacciare faccio una cosa che mi ha insegnato papà: li allaccio appoggiando il piede su un appoggio, perché lui mi diceva sempre che per stringere bene i lacci bisogna stare in piedi. Questo è il mio unico rito".

In squadra qualcuno ha qualche scaramanzia particolare?
"Con le scarpe no, ma l'ambiente calcistico è pieno di scaramantici".

Hai notato l'evoluzione delle scarpe da calcio durante la tua carriera?
"Si, assolutamente si, sia nel peso che nella comodità".

Come ci si sente a essere un idolo dei bambini? Ti aspettavi di arrivare a questo punto?
"Quando inizi non pensi a quello che verrà. Bisogna essere fortunati, io sono stato bravo a sfruttare le possibilità che mi si sono presentate. Sicuramente era il mio sogno arrivare qui, ma non ero sicuro al 100% di arrivarci. Essere un idolo dei bambini è una responsabilità enorme, avendo un fratello più piccolo sono sempre stato abituato a essere guardato e quindi sento molto la responsabilità di essere un modello, di lasciare dei giusti valori".

Il tuo idolo da bambino?
"Sicuramente Totti e De Rossi sono stati i miei punti di riferimento. Nascendo a Roma non puoi non guardare ai calciatori della Roma, ogni sogno di un bambino romanista è diventare un giocatore della Roma".

La fascia da capitano?
"È una bella responsabilità. Totti ha lasciato una grande responsabilità, ma lui conoscendolo è una persona semplice e genuina, abbiamo un bellissimo rapporto. Prendere la sua fascia è stato bello".

Il tuo ricordo più bello d'infanzia legato al calcio?
"Quando papà mi portava a vedere la partita allo stadio, insieme a mio cugino. Da quando avevo 6-7 anni iniziarono a portarmi".

Hai conservato qualche scarpino?
"Si, non sono molto legate a queste cose, di solito do queste cose a mio padre, però ho un paio di scarpini a casa: quelli con cui ho fatto il primo gol in Champions League, a Mosca".