Nel gelo di Sofia, la Roma saluta l'Europa League dandole l'arrivederci al 18 febbraio 2021 per la fase ad eliminazione diretta, con le altre 31 qualificate tra vincenti e seconde di tutti i dodici gruppi e le otto terze dei gironi di Champions, già delineate dalle sfide appena esaurite (e tra le discendenti occhio soprattutto a Manchester United e Ajax, ieri eliminata dall'Atalanta, automaticamente promosse al rango di favorite nel torneo). Nello Stadion Levski (calcio d'inizio alle 19,55 ora locale, le 18,55 in Italia), ancora sotto la pioggia, la Roma farà passerella essendo già qualificata e ormai sicura del primo posto, contro l'unica squadra capace di toglierle dei punti finora, il Cska, che però se non segnasse stasera raggiungerebbe il non invidiabile primato di essere l'unica squadra nella storia dell'Europa League ad aver chiuso le sfide dei gironi senza segnare reti. Oltre allo 0-0 dell'Olimpico, ne hanno collezionato un altro a Cluj, hanno perso 3-0 a Berna e si sono arresi in casa 0-2 con i romeni e 0-1 con lo Young Boys. Nella storia dell'Europa League è capitato otto volte che una squadra si limitasse ad un solo gol segnato, mai di finire il girone a bocca asciutta.

Rispetto alla gara d'andata, il Cska ha anche cambiato allenatore: in panchina all'Olimpico andò Morales, estemporaneo sostituto dell'appena esonerato Belchev, lo scorso 9 novembre l'incarico è stato affidato invece al bosniaco Bruno Akrapovic, ex allenatore del Lokomotiv Plovdiv, 53enne ancora mai visto ad alti livelli. Come ricordava ieri Fonseca, come al solito prodigo di complimenti con i suoi colleghi, giocherà con un 3412 simile allo schieramento giallorosso, ma ovviamente con interpreti assai diversi. Il nome evoca le sfide della Roma della Coppa dei Campioni (a Sofia, ma nello stadio dell'esercito, segnò Falcao il 19ottobre 1983 la rete della vittoria, al ritorno ci pensò Graziani), ma ci fu un doppio confronto anche per la prima Roma di Ranieri, nel 2009, e arrivarono altre due vittorie (una nello stadio in cui si gioca stasera, l'unico con i requisiti richiesti dall'Uefa). Oggi il confronto non dovrebbe far paura alla squadra giallorossa, considerando che il Cska sta tornando piano piano ai fasti del passato dopo essere passato per un fallimento sportivo e finanziario nel 2016. Ma ha ragione Fonseca a preoccuparsi soprattutto di come sta la Roma, per stasera, ma di più in prospettiva campionato, con gli impegni in rapida successione di Bologna, col Torino e poi Atalanta e Cagliari, uno dopo l'altro Mihajlovic, Giampaolo, Gasperini (rinsaldato sulla panchina dopo la vittoria di ieri) e Di Francesco. Non per caso Fonseca ha risparmiato a diversi titolari la trasferta.

Otto i primavera tra i convocati (due portieri, tre centrocampisti, due attaccanti), con Milanese titolare e gli altri pronti a subentrare se non ci sarà bisogno di porre rimedio magari a qualche disattenzione. La Roma gioca solo per dimostrare che anche nella formazione sperimentale che inevitabilmente comincerà la partita si possono mantenere i principi tattici di aggressione costante nel segno di un ritrovato equilibrio. Si allena la testa oltre a mettere minuti nelle gambe a chi ne ha bisogno. Il calendario poi è impietoso, fino a Natale si va in apnea e subito dopo il sobrio Capodanno che impone il Covid ci saranno altre tre partite in nove giorni. L'appuntamento con l'Europa è invece a febbraio: al momento tra le squadre sicure di ritrovarsi ai sedicesimi non ce n'è una che emerga sulle altre. Col Milan e la Roma, sono già qualificati il Tottenham di Mourinho (e chi ha visto All or Nothing della scorsa stagione non è per niente stupito di vedere gli Spurs così in alto nella Premier), l'Arsenal, il ritrovato Leicester di Ünder e il Benfica. E stasera dovrebbe unirsi al gruppo anche il Napoli. Con i già citati Manchester United e Ajax (e magari Hoffenheim e Salisburgo) i favoriti sono tutti qui. Tra questi c'è la Roma.