Aspettando Chris. Al secolo Chris Smalling, anni trentuno compiuti il ventidue novembre scorso, vegetariano tendente al vegano, difensore centrale, ultimo acquisto, in pratica al suono del gong del mercato, della prima Roma dei Fredkin. Quindici milioni pagabili in tre anni più cinque di bonus che la Roma, peraltro, si augura di dover pagare visto che sono legati a un'eventuale vittoria della Champions League, roba che al momento è un esercizio di sfrenato ottimismo. Dall'otto novembre il giocatore che Paulo Fonseca aveva atteso con una crescente ansia, è fermo ai box. Che, in questo caso, è l'infermeria. Prima un'intossicazione alimentare che lo ha costretto a stare più al bagno che con la famiglia. Poi il riacutizzarsi di un'infiammazione al ginocchio che va e viene ma che non gli consente di allenarsi con continuità insieme ai compagni. Anzi quasi mai visto che da quell'otto novembre l'inglese che ha tanto voluto la Roma, solo in un'occasione ha lavorato con la squadra, poi di nuovo stop, il riacutizzarsi del fastidio al ginocchio che lo ha costretto a fare ancora lo spettatore delle partite dei giallorossi.
In pratica, esagerando un po', è come se la Roma lo stesse ancora aspettando. Come è successo in occasione del suo acquisto. Una trattativa infinita, durata una decina di mesi, tra alti e bassi degni di un film giallo, conclusa pochissimi minuti prima che il mercato rimandasse tutti a rivedersi nel mese di gennaio. Qull'infinita attesa di fatto si sta prolungando pure adesso. Fin qui l'inglese lo abbiamo visto in campo in quattro occasioni, due in campionato, altrettante in Europa. Tre vittorie e un pareggio lo score, un solo gol al passivo, quello subito a Genova da Pjaca. In tutto tra Cska Sofia, Cluj, Fiorentina e Genoa è stato in campo 266 minuti, una miseria considerando che Fonseca lo considera uomo imprescindibile per la sua organizzazione difensiva, il leader di un reparto che, per il resto, ha titolari tra i venti e i ventiquattro anni, quindi ancora non in grado di avere nel loro bagaglio la necessaria esperienza.

Il tutto, poi, come nella migliore, anzi peggiore, tradizione della Roma, è coinciso con una serie di infortuni che, ovviamente, hanno colpito quasi tutti gli altri difensori centrali in rosa. Kumbulla si è fermato per tre settimane perché ‘sto maledetto Covid ha colpito anche il ragazzo albanese, stessa cosa è successa a Fazio, mentre Mancini e Ibanez da qualche settimana, in particolare l'italiano, sono alle prese con fastidi muscolari che non possono essere curati con il riposo visto che c'è stata la necessità comunque di mandarli in campo. Insomma, la disponibilità di Smalling in questo periodo sarebbe stata ancora più importante di quello che già sarebbe a giochi regolari.
Fonseca, inutile forse anche sottolinearlo, non vede l'ora di poter riavere a disposizione l'inglese. Lo ha atteso per mesi e oggi che ce l'ha non gli fa certo piacere continuare ad aspettarlo. Anche ieri il tecnico, nel corso della conferenza stampa, ha parlato della situazione di Smalling. Confermando che il difensore avverte ancora fastidi al ginocchio e che per il futuro prossimo si può rifugiare solo in un «vedremo». Del resto dire che Smalling è in forte dubbio anche per la prossima partita di campionato contro il Sassuolo, è un po' come scoprire l'acqua calda. Inutile anche rischiare, si deve continuare soltanto ad avere pazienza. Tutto questo tempo, però, non ha fatto altro che alimentare ipotesi più o meno fantasiose sulle condizioni fisiche del giocatore. Qualcuno ha sussurrato che l'inglese per risolvere i suoi problemi sarebbe dovuto andare in sala operatoria, ma questa ipotesi è stata smentita da tutte le parti in causa. Per quello che si sa con ragionevole certezza, Smalling è alle prese con un'infiammazione al ginocchio che si ripresenta come forza nei lavori di allenamento. È stata definita infiammazione cronica, situazione opposta a quella della passata stagione, quando l'inglese ha messo insieme trentotto presenze in quarantasei partite, non avvertendo praticamente mai, almeno per quello che si è saputo, questo problema al ginocchio.

L'obiettivo, con tutte le dovute cautele è quello di riavere a disposizione il giocatore per la partita contro il Bologna in trasferta, sperando che già nei prossimi giorni l'inglese possa tornare ad allenarsi con i compagni. Magari potrebbe succedere anche in questi giorni. Se accadrà non è da escludere che il difensore possa far parte della lista dei convocati per il Sassuolo. Eventualità che al momento ci azzardiamo di escludere comunque. L'emergenza tra i difensori centrali sta diminuendo, Kumbulla e Fazio per domenica dovrebbero esserci, ma è chiaro che Smalling è Smalling e Fonseca non vede l'ora di riaverlo a disposizione. Pure noi.