I frenati da Milano non li dimentichiamo. Per ora devono dimenticarseli le nazionali di Italia (sicuramente) e Olanda (probabilmente), che dovranno rinunciare ai rispettivi romanisti convocati. Dal trionfo di San Siro, De Rossi, Pellegrini e Strootman sono rientrati nella Capitale con tre punti in più in classifica e qualche acciacco di troppo. Per il capitano della Roma, il bollettino medico parla di "gonalgia", ovvero un dolore localizzato nella zona del ginocchio, destro in questo caso. L'altro azzurro è vittima di un edema al polpaccio destro. Mentre per l'olandese si tratta di un trauma contusivo alla coscia sinistra. Gli ultimi due si sottoporranno oggi agli accertamenti clinici, mentre per De Rossi al momento non sono previsti ulteriori esami. Per quanto riguarda Strootman si valuterà, di comune accordo con i medici della rappresentativa orange, se fargli raggiungere i compagni di nazionale per i due impegni decisivi contro Bielorussia e Svezia. Gli eredi di Van Basten e Gullit rischiano seriamente di non raggiungere la qualificazione alla rassegna iridata, che peraltro li ha visti sul podio nelle ultime due edizioni. Facile ipotizzare che di fronte a una simile eventualità, Kevin voglia stringere i denti, pur di essere presente. Il reparto più completo della rosa giallorossa, per varietà e qualità dei componenti. Tra i più competitivi in Italia. Forse anche in Europa. Talmente ricco che in estate sembrava potesse rappresentare perfino un lusso. Oltre ai tre acciaccati, forte di giocatori del calibro di Nainggolan, Gonalons, Gerson e all'occorrenza Florenzi, che da buon jolly (parola di Di Francesco) può essere utile in ogni reparto, incluso appunto il centrocampo. Che però, alla ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali, rischia di ripresentarsi decimato. A meno di due settimane dalla sfida cruciale per il prosieguo della stagione, in programma contro il Napoli nell'anticipo serale di sabato 14 ottobre, la Roma si prospetta incerottata proprio nella zona nevralgica del campo.

Sono le scorie lasciate in eredità dalla bella vittoria ottenuta a San Siro ai danni del Milan. Ogni volta che il campionato cede il passo alle nazionali, i romanisti dalla memoria più lunga mettono in atto i debiti scongiuri. Nel corso degli ultimi anni, troppo spesso questa squadra ha pagato dazio alle rappresentative alle quali prestava un numero sempre cospicuo di calciatori. In questa circostanza, gli stop hanno preceduto gli impegni con maglie differenti da quella giallorossa. Nella sfida agli uomini di Montella Strootman è stato toccato duro da Borini e ha dovuto abbandonare il campo dopo mezzora scarsa di gioco, cedendo il posto proprio a Pellegrini, uno degli altri acciaccati. Tanto per continuare nel solco di una tradizione che definire sfortunata è puro eufemismo: quando gli infortuni colpiscono la Roma, si accaniscono su un reparto alla volta. Quasi a volerlo svuotare e al contempo sfidare le capacità dell'allenatore di turno nel fronteggiare le emergenze. Finora Di Francesco si è destreggiato benissimo, dovendo rinunciare da inizio stagione a due esterni bassi del calibro di Emerson e Karsdorp (e due possibili alternative come Luca Pellegrini e Nura); e in seguito, proprio a Milano, dovendo fare a meno simultaneamente di Schick, Perotti, e Defrel. Il ceco ha svolto anche ieri lavoro differenziato sul campo e potenziamento in palestra. Gli altri due attaccanti hanno effettuato terapie e lavoro individuale in palestra. Per il solo Defrel bisognerà attendere ancora per rivederlo in campo, probabilmente alla fine del mese. Mentre Perotti e Schick dovrebbero tornare disponibili fin dalla sfida al Napoli. Se il centrocampo resta un punto interrogativo in attesa di novità dall'infermeria (si spera buone), l'attacco timidamente accenna un sorriso.