Quando lunedì sera Pallotta e Monchi si sono goduti una cena tranquilla in una delle piazze più belle di Roma, di fronte all'ambasciata di Francia, sembravano turisti conquistati dalla bellezza della Città Eterna, senza alcuna traccia di stress sui lineamenti. E in quel contesto hanno concordato la linea per l'immediato futuro: Kluivert (ancora in attesa di ufficializzazione) sarebbe stato il quarto e ultimo acquisto del primo tratto di mercato, da adesso in poi il ds si concentrerà - almeno fino all'inizio del ritiro - solo sulle cessioni, continuando ovviamente a tessere la tela che porterà altri calciatori alle dipendenze di Di Francesco, ma senza alcuna urgenza. Poi le notizie sulle indagini su Eurnova e Parnasi hanno reso meno serene le vacanze italiane del presidente, ma al ds è cambiato poco. E andando dritto sulla strada concordata ha immediatamente accettato di incontrare il direttore sportivo dell'Inter Piero Ausilio. L'incontro è avvenuto quasi sicuramente mercoledì sera presso lo studio Tonucci (nessuna delle parti ha ovviamente confermato i dettagli) ma quel che conta è che per la prima volta la Roma ha avuto conferma dalla diretta voce del ds nerazzurro dell'interesse per il giocatore belga, fino a mercoledì solo vagheggiato dal procuratore del giocatore, Beltrami.

In tutto questo sono discordanti le voci proprio sul giocatore. Se tutti convergono sul fatto che Radja non abbia preso bene la scelta della società (evidentemente concordata con l'allenatore), c'è chi in questi giorni è pronto a giurare che sia intenzionato anche a rifiutare la destinazione milanese. Ma a questo giornale risulta che invece tornare a lavorare con Spalletti sia l'unica cosa che potrebbe convincerlo a lasciare una città nella quale si trovava molto bene, tanto da aver firmato neanche un anno fa il rinnovo del contratto più importante della sua carriera, con un prolungamento fino al 2021. Nel corso dell'incontro tra l'Inter e la Roma non è stata formalizzata un'offerta vera e propria, ma si sono chiariti i rispettivi punti di vista per arrivare ad un accordo che la società giallorossa vorrebbe vicino ai 40 milioni e l'Inter massimo a 30. La chiave sarà probabilmente il conguaglio di uno o più giocatori della Primavera interista neo campione d'Italia, magari anche con una valutazione lievemente sovrastimata. Nei prossimi giorni potrebbe esserci l'accelerata decisiva: la Roma ha anche la convenienza finanziaria a chiudere il contratto entro il 30 giugno per contabilizzare il ricavo nell'esercizio in chiusura e sistemare così definitivamente i conti anche sotto il profilo del Fair Play Finanziario. Ma sarebbe solo una convenienza, appunto, non un'esigenza primaria.

Qualche preoccupazione, piuttosto, l'ha destata la notizia dell'interesse del Chelsea per Manolas, su diretto input di Sarri (che a quanto pare avrebbe sottoscritto un accordo di non belligeranza sul mercato con il Napoli). Il greco ha anche una clausola di rescissione fissata intorno ai 38 milioni di euro e gli uomini di Abramovich vorrebbero farla valere. Alla Roma restano in attesa, ma ovviamente per il momento non hanno avuta alcuna indicazione in questo senso. E Manolas nella lista di Di Francesco è confermatissimo.

Infine Alisson: si va verso il divorzio, ormai tutti gli elementi convergono in questa direzione. I mediatori sono febbrilmente al lavoro, il portiere ha già dato la sua disponibilità (per un ingaggio notevolmente superiore a quello che la Roma al massimo avrebbe potuto offrire), presto il Real Madrid presenterà la sua momumentale ed irrinunciabile offerta, superiore ai 70 milioni di euro. Alisson andrà via e la Roma investirà quei soldi su un attaccante, oltre ovviamente a sostituire il portiere (anzi, i portieri, perché anche Skorupski andrà). Monchi è convinto di fare una squadra più forte. Di Francesco e i tifosi lo sperano.