Otto partite ufficiali in questa stagione. Quattro vittorie, altrettanti pareggi, zero sconfitte, perché a Verona per noi è finita senza gol, Sandulli se ne faccia una ragione. Insomma, la Roma vista fin qui è sembrata sempre o quasi una squadra, soprattutto una squadra in crescita partita dopo partita, come abbiamo visto domenica scorsa contro la Fiorentina. E allora uno si domanda: con Nicolò Zaniolo dove sarebbe questa Roma?

Domanda che si fanno in pochi. Dimenticandosi forse colpevolmente di come, neppure il tempo di cominciare il campionato, e Fonseca è stato costretto a prendere atto di dover fare a meno del suo talento emergente, almeno fino a marzo-aprile prossimi. Un altro crociato, stavolta rotto con la maglia della Nazionale, e questo il ct Mancini farebbe sempre bene a ricordarselo, nuova operazione, in Austria questa volta, tempi di recupero che difficilmente potranno essere inferiori ai sei mesi. Ne sono passati quasi due di questi mesi (il ko è del sette settembre scorso nella partita contro l'Olanda). Lecito domandarsi come stia andando il recupero del gioiello giallorosso. Che, peraltro, ha una voglia di tornare che gliela si legge in faccia ogni volta che è inquadrato in tribuna all'Olimpico quando si presenta per seguire le partite dei suoi compagni (un consiglio Nicolò: con la mascherina copri anche il naso).

Le poche notizie che filtrano da Trigoria sono tutte improntate all'ottimismo. Il giocatore tutti i giorni si presenta al centro sportivo giallorosso per seguire il percorso terapeutico che gli è stato prescritto da Christian Fink, il chirurgo che lo ha operato a Innsbruck nella clinica Gelenkpunt. Il percorso, nei giorni scorsi, nella tabella di marcia prevedeva anche la prima visita di controllo in Austria. Visita, però, che è stata rinviata perché purtroppo, in considerazione di quello che sta risuccedendo in Europa per colpa di questo maledetto virus, si è preferito evitare qualsiasi spostamento. Zaniolo tornerà in Austria appena ci saranno condizioni meno pericolose.

Intanto quasi tutti i giorni si collega via video, insieme allo staff medico giallorosso, con l'equipe della clinica austriaca per avere un confronto sull'evoluzione del decorso post-operatorio e per mettere ulteriormente a punto la terapia da seguire. Sta facendo lunghe sedute in piscina e in palestra, cioè il tipico lavoro di rafforzamento a due mesi dall'infortunio. Chi lo segue tutti i giorni, racconta di un Nicolò che lavora con grande entusiasmo.

Bene così, ma non c'è nessun obiettivo di affrettarsi, c'è bisogno che si seguano scrupolosamente i tempi di recupero. È vero che alla fine di questa stagione dovrebbero esserci gli Europei, ma il primo obiettivo per il ragazzo e la Roma deve essere quello di un recupero completo e sicuro, evitando cioè qualsiasi rischio di ricadute. Nella migliore delle ipotesi, un ritorno di Zaniolo in campo, a disposizione di Fonseca e della Roma, è ipotizzabile nella seconda metà di marzo, inizio di aprile. Prima ci saranno un'altra serie di step da raggiungere e superare. Ci vorrà ancora pazienza, Zaniolo sembra averla recuperata dopo che, subito dopo il nuovo infortunio, si era fatto prendere da un più che comprensibile sconforto.

Nei prossimi mesi, oltre al recupero della migliore condizione fisica, ci sarà tempo anche per affrontare il discorso del rinnovo contrattuale. Non c'è nessuna fretta, l'attuale vincolo scadrà il trenta giugno del duemilaventiquatro, ma c'è l'intenzione, di entrambe le parti, di rivedere scadenza temporale e ingaggio. Nonostante nel recente passato siano già uscite chiacchiere di incontri con il procuratore del giocatore, Claudio Vigorelli, possiamo dire con ragionevole certezza che finora non c'è stato nulla, come peraltro conferma anche il papà di Zaniolo.