Venghino, signori, venghino: una citazione per il ruolo di direttore sportivo della Roma non si nega a nessuno. Magari, prima o dopo, il nome buono sarà centrato. Per quel ruolo di ds che è ancora scoperto e che Fonseca non vede l'ora che sia occupato, come ha ampiamente confermato nelle dichiarazioni del dopo partita con il Cska Sofia.

Di nomi ne sono stati fatti già una vagonata, alcuni con cognizione di causa e accertata, altri frutto più di ardite deduzioni che di indizi confermati. Il risultato, comunque, è che la Roma dei Friedkin, a fine ottobre, è ancora alla ricerca del nome buono per garantire un po' di serenità e una prospettiva per il futuro, in primis al suo allenatore che già da tempo sta reclamando la presenza al suo fianco di un dirigente di calcio. Chi, allora? Al casting, la giornata di ieri ha aggiunto due nomi nuovi: il portoghese Josè Boto attualmente legato da un contratto con lo Shakhtar (vi dice niente questa squadra?) e l'italiano Giovanni Sartori che dopo aver creato il fenomeno Chievo, da anni sta lavorando all'Atalanta con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Cominciamo dal portoghese. Di sicuro possiamo dire che tra i Friedkin e Boto ci sono stati già diversi contatti e, certamente, un incontro a Zurigo (forse anche un secondo a Londra ma di questo non abbiamo riscontro certo) per conoscersi meglio con l'obiettivo di capire se sarà possibile lavorare insieme alla costruzione della Roma della nuova proprietà. Possiamo anche aggiungere che i contatti tra le parti sono ancora in corso e che, probabilmente, a breve giro di posta, ci sarà un nuovo incontro tra le parti. Lo stesso dirigente, ieri, non ha negato i contatti con il club giallorosso. Facendo anche capire di essere lusingato dall'interesse della Roma, ma di avere solo qualche dubbio per il fatto che il casting per il ds giallorosso è in piedi da tempo e fin troppo numeroso.

C'è comunque da domandarsi chi sia stato a fare il nome di Boto alla famiglia Friedkin. Due i principali sospettati. Il primo è Luis Campos, connazionale di Boto, altro nome più che caldo per un ruolo nella Roma e che sta litigando di brutto con il Lille per liberarsi dal contratto che lo lega al club francese. Ieri l'allenatore del Lille ha dichiarato di non vedere al campo d'allenamento Campos da mesi, confermando la rottura tra il dirigente e la società. Se davvero tra le parti si dovesse arrivare all'addio, allora per Campos sarebbe naturale cedere alle lusinghe giallorosse. Solo che Campos non è intenzionato a trasferirsi a Trigoria e allora potrebbe aver suggerito ai Friedkin il nome di Boto come ds di campo e lui, invece, in giro per il mondo alla ricerca di talenti, mestiere in cui ha già dimostrato di essere tra i più bravi in circolazione. Il secondo che potrebbe avere suggerito il nome di Boto potrebbe essere stato proprio Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese lo ha conosciuto bene allo Shakhtar, dove c'è una tradizione di grande sucesso di giovani talenti, in particolare brasiliani, che è dimostrata da decine di campioncini sbarcati nella squadra di Donetz. Su questa ipotesi, però, c'è un dubbio di non poco conto. Ovvero Boto e Campos sono dirigenti che da sempre orbitano nell'area di Jorge Mendes, cioè il procuratore numero uno al mondo, personaggio che ha il calcio portoghese (e non solo) in mano. Tra le poche eccezioni c'è proprio il nostro Paulo Fonseca che dopo aver cominciato la sua carriera sotto l'ala protettrice di Mendes, a un certo punto ha preferito prendere altre strade per decidere in autonomia la sua carriera. Insomma, con questo vogliamo dire che l'eventuale arrivo di Boto potrebbe pure non essere una grande notizia per il tecnico portoghese.

La pista italiana

Come detto, il secondo nome che ieri è venuto fuori a proposito del futuro direttore sportivo giallorosso, è quello di Giovanni Sartori, per quanto ci riguarda uno dei migliori dirigenti del nostro calcio come testimoniato dalla sua carriera. Qualcuno potrà dire: ma perché mai Sartori dovrebbe andare via dall'Atalanta dove, da qualche anno a questa parte, sta facendo un lavoro da Champions in campo e un lavoro altrettanto di successo sul mercato con incassi e plusvalenze che hanno garantito il sorriso alla famiglia Percassi? La risposta potrà sorprendere qualcuno, ma non chi minimamente conosce dall'interno il mondo calcistico. Perché la motivazione principale è che tra Sartori e Gasperini i rapporti sono pessimi ormai da qualche anno e il dirigente, sapendo bene come oggi come oggi l'allenatore dell'Atalanta sia assolutamente intoccabile sotto tutti i punti di vista, non direbbe di no a un eventuale addio a Bergamo. Possiamo dire con assoluta certezza, che l'interesse della Roma a Sartori farebbe un grande piacere. E che certamente il dirigente, di fronte a una proposta concreta, sarebbe più che tentato a rispondere positivamente.