Fascia in mano, e occhi bassi: è uscito così dal campo Stefano Ciavattini giovedì, dopo lo 0-1 con la Juventus: per tanti la gara che ha sancito l'eliminazione sarà stata l'ultima con la Roma Primavera, il capitano è l'unico che ne aveva la certezza. Lui, Romagnoli e Keba - che però si è operato al ginocchio, e la sua esperienza l'ha già chiusa a febbraio - sono i tre fuoriquota del ‘98 utilizzati quest'anno da Alberto De Rossi: il portiere, col mancato rinnovo di Lobont, potrebbe rimanere a fare il terzo in prima squadra, il difensore lascerà Trigoria, per andare a fare esperienza nel calcio dei grandi. A meno che non resti per la seconda squadra: ma tutto tace su quel fronte, non sono ancora usciti i criteri per la graduatoria dei club, non ci sono state richieste ufficiali di partecipazione, per cui al momento è uno scenario molto, troppo aleatorio. «Il rammarico è tanto - ha dichiarato Ciavattini dopo la gara a Roma Tv - perché questa è una squadra che ha del potenziale veramente enorme. Siamo partiti con alti e bassi, ma poi abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con tutti. La Juve l'avevamo battuta in campionato, e in questa gara avremmo sicuramente meritato di più. Perdere così fa ancora più male, perché potevamo andare alle Final Four e giocarcela con tutti, ma non possiamo rimproveraci nulla. Loro con quella carambola là (sul colpo di testa di Jakupovic la palla ha sbattuto sulla testa del difensore giallorosso Kastrati prima di finire in rete, ndr) sono andati in vantaggio, e noi ci siamo innervositi. Abbiamo creato tanto, ma non siamo riusciti a segnare. Dispiace finire il ciclo in questo modo, ma sono stato orgoglioso di essere capitano di questo gruppo, che sarà un capitale enorme per la Roma. I più piccoli non temono la differenza di età, Riccardi ha dimostrato di essere un grande talento, come i vari Antonucci, Valeau e Marcucci».

Quattro anni dopo

C'era Capradossi nel suo ruolo, difensore centrale di destra, quando Ciavattini esordì in Primavera, il 25 ottobre 2014, quattro anni fa, e Lorenzo Pellegrini in panchina, come Verde. Non perché fossero riserve, ma perché quella gara in casa del Frosinone, al campo La Selvotta di Supino, nascosto nei boschi della Ciociaria, ormai abbandonato a favore della più moderna struttura costruita a Ferentino, era tra le più facili del girone, e consentiva una certa rotazione dei titolari. E l'esordio sotto età, al posto di Sammartino, del difensore che di lì a pochi mesi avrebbe vinto lo scudetto Allievi Nazionali con Coppitelli. Un anno dopo ha fatto Ciavattini il bis - da riserva: proprio come a Supino la coppia centrale era Capradossi-Marchizza - in Primavera, finale vinta ai rigori proprio contro la Juve. Non ci sarebbero stati i rigori, in caso di 1-1, giovedì, la Roma sarebbe passata direttamente in semifinale per il miglior piazzamento nella regular season. Sarebbe bastato un gol fatto in più, o uno preso in meno, per lasciare, nella peggiore delle ipotesi, da semifinalista.